“Per curare il suo cervello, ci serve il tuo aiuto”, questo è il messaggio che compare sopra alla foto di un bimbo affetto da Sindrome di Down. Come se non bastasse, una mano sistema un tassello di un puzzle sulla sua testa. Questa è la foto “strana” che gira in queste ore sui social.

A quanto pare non si tratta di un fotomontaggio, ma di una campagna pubblicitaria nella città di Milano per spingere i cittadini meneghini a donare il proprio 5 x 1000 all’istituto neurologico “Besta” della metropoli lombarda. Molte le proteste che si sono sollevate in città, soprattutto dalle associazioni vicine alle famiglie che hanno al loro interno membri con questa sindrome. Paolo Grillo, Presidente di AIPD Associazione Italiana Persone Down ha risposto a stretto giro:

«il messaggio trasmesso attraverso questa campagna oltre a essere sbagliato dato che la sindrome di Down non è una malattia e non ha una cura, rischia di confondere le famiglie e di illuderle che esista una ricerca capace di trasformare i loro figli. Aipd da 40 anni lavora per valorizzare le capacità delle persone con sindrome di Down, affinché possano inserirsi in una società che, da parte sua, non deve cercare una cura, ma piuttosto sviluppare una cultura inclusiva. La campagna della Fondazione Besta evidentemente non indica questa direzione».

Paolo Grillo, Presidente AIPD

Entrano nel merito anche Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown:

«Come mamma e come rappresentante di migliaia di persone con sindrome di Down ritengo sia gravissimo che ancora nel 2019 si debba reagire con forza a messaggi fuorvianti e così violenti. CoorDown lavora a livello istituzionale per tutelare i diritti delle quarantamila persone con sindrome di Down che ogni giorno lottano per conquistarsi un posto in questa società, e per spazzare via pregiudizi e false credenze, per giunta oggi diffuse da chi invece dovrebbe dare corretti messaggi. Chiediamo che ci sia rispetto e che la campagna sia rimossa subito»

Antonella Falugiani, Presidente CoorDown

Gian Marco Gavardi, presidente del Coordinamento Down Lombardia:

«Le persone con sindrome di Down testimoniano quotidianamente i livelli possibili di inclusione, grazie anche al lavoro delle Associazioni che con l’impegno di professionisti e genitori le accompagnano nel loro percorso di vita. Tutto questo non può e non deve essere messo in dubbio da comunicazioni errate come questa campagna della Fondazione Besta da cui dissentiamo fortemente e ne richiediamo la rimozione»

Gian Marco Gavardi, presidente del Coordinamento Down Lombardia

Alessandro Manfredi, Presidente LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità:

«Oltre che falso e scientificamente infondato, il messaggio veicolato da questa campagna di comunicazione è gravemente lesivo dei diritti e della dignità delle persone con disabilità. Per questo motivo LEDHA diffida la Fondazione dal proseguire la diffusione della sua campagna pubblicitaria. Chiediamo l’immediata rimozione di tutti i manifesti e le scuse della Fondazione. Ci riserviamo la possibilità di valutare possibili azioni legali che, tuttavia, vorremmo non dover intraprendere in considerazione della grande stima per il lavoro svolto dall’Istituto Neurologico Besta”».

Alessandro Manfredi, Presidente LEDHA

Dopo il polverone sollevato, La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta ha ritirato la campagna del 5XMille ed il suo al Presidente Andrea Gambini ha rilasciato una video-intervista.

«Voglio precisare di aver riflettuto molto su una campagna dall’immagine molto forte. Un puzzle con un bimbo affetto da Sindrome di Down dove si chiedeva di sostenere la ricerca attraverso la composizione del puzzle. Dopo due giorni ho notato che le sensibilità delle persone e delle associazioni sono diverse da quelle che credevamo e quindi ho deciso di ritirarla. Tengo però a precisare che io sono padre di un bimbo con la Sindrome di Williams, non era mio intento offendere nessuno, ritengo che ognuno di noi può portare avanti e sostenere la ricerca nel migliore dei modi. La campagna è stata quindi ritirata e sostituita con una nuova che non ponga l’accento su malattie o fotografie».

La nuova campagna presenta un groviglio di mani a formare un cervello e lo slogan: “Per curare le malattie del cervello abbiamo bisogno di una mano: la tua”

Nuova campagna 5×1000 Istituto Neurologico Besta