Come tutti ben sapete, purtroppo il 15 aprile 2019 è scoppiato un incendio nella cattedrale di NOTRE-DAME DE PARIS, che ha interessato la sua iconica guglia, ora crollata e gran parte del tetto. Non è attualmente chiaro che cosa abbia dato il via all’incendio, ma sembrerebbe essersi originato dalle impalcature che la circondavano per i lavori di ristrutturazione in corso. La struttura sarebbe salva ed aspettando un pronto ritorno al suo splendore, ecco alcuni fatti poco noti su Notre-Dame de Paris.

SOTTO LA CATTEDRALE C’ERA UNA CITTÀ PAGANA. L’Île-de-la-Cité su cui oggi sorge Notre-Dame de Paris era una volta una città gallo-romana nota come Lutetia. La cattedrale potrebbe essere stata costruita proprio sopra i resti di un tempio. Intorno al 1710, alcuni pezzi di un altare scolpito dedicato a Giove e ad altre divinità furono scoperti durante uno scavo sotto il coro (anche se non è chiaro se questa è la prova dell’esistenza di un antico tempio, o se i pezzi sono stati riciclati e portati lì in passato da un altro sito). Negli anni ’60 e ’70 furono trovate altre rovine architettoniche rinvenute molte risalenti al periodo romano. Ora sono custodite nella cripta archeologica situata sotto la piazza proprio di fronte a Notre-Dame.

ARCHITETTURE INTRUSE. Ci sono tre portali sulla facciata occidentale di Notre-Dame e su ognuno dei quali è possibile osservare santi e scene sacre scolpite. Tuttavia, uno dei tre portali non sembra essere in armonia con il resto del gruppo. Il Portale Sainte-Anne ha uno stile molto più antico rispetto al resto. Le sue figure, come la Vergine e il Bambino, appaiono più rigide nelle loro pose e meno naturali rispetto alle altre statue. Questo perché parte del portale è stato riciclato da una precedente chiesa romanica. Un attento esame nel 1969 rivelò che non era originariamente realizzato per questo spazio, ma che era stato modificato per adattarsi alla struttura gotica.

C’ERA UNA “FORESTA” NEL SUO SOFFITTO. Prima dell’incendio del 15 aprile 2019, la cattedrale possedeva delle più antiche strutture in legno di legno fino ad a quel giorno, sopravvissute a Parigi. Per costruire il suo tetto furono abbattuti nel XII secolo circa 52 acri di alberi. Ogni “raggio” nel reticolo era costituito da un singolo albero. Per questo motivo il tetto della cattedrale era soprannominato “La Foresta”.

I SUOI CONTRAFFORTI DETTARONO LEGGE NELL’ARCHITETTURA GOTICA. La cattedrale era una delle prime strutture costruite con i contrafforti volanti esterni. Furono costruite intorno alla sua navata nel XII secolo per dare sostegno alle pareti più fragili, dopo che si era presentata la necessità di finestre più grandi (per illuminare) e quindi maggiori supporti. I contrafforti volanti esposti divennero un aspetto iconico del design gotico, e anche se c’è qualche discussione sul fatto che Notre-Dame fosse la prima chiesa ad averli, certamente hanno segnato la tendenza nell’architettura sacra.

È STATA TESTIMONE DI BEN 28 DECAPITAZIONI REALI. Nel 1793, nel bel mezzo della rivoluzione francese, 28 statue di Re biblici presenti all’interno della cattedrale furono abbattute con funi e decapitate dalla folla. Re Luigi XVI era stato ghigliottinato all’inizio di quell’anno, e qualsiasi iconografia legata alla monarchia era malvista. Le statue mutilate furono infine gettate in un cumulo di rifiuti. Nel 1977 le teste di ventuno di questi Re sono state ritrovate durante i lavori nel seminterrato della Banca francese del commercio estero. Ora sono custodite nel Musée de Cluny.

Le sue torri NON sono gemelle

LE SUE TORRI NON SONO GEMELLE. A prima vista, le due torri di Notre-Dame potrebbero sembrare identiche. Un esame più attento rivela però che la torre nord è in effetti un po’ più grande di quella sud.

LE SUE CAMPANE SONO STATE FUSE PER COSTRUIRE ARTIGLIERIA.
Le statue dei Re non furono l’unica parte di Notre-Dame distrutta durante la rivoluzione francese. La cattedrale, come anche altre chiese in Francia, fu trasformata alla fine del XVIII secolo da uno spazio cristiano e ridedicata al nuovo Culto della Ragione. Tutte le 20 campane – tranne il colossale bourdon del 1681 chiamato Emmanuel – furono rimosse e fuse per fabbricare cannoni.

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UNA MANO DA NAPOLEONE E VICTOR HUGO. Quando Napoleone Bonaparte decise di celebrare l’incoronazione del 1804 a Notre-Dame, l’edificio versava in cattive condizioni. Secoli di decadimento e il vandalismo della Rivoluzione francese, l’avevano lasciata sull’orlo della rovina e pronta per la demolizione. Per anni Notre-Dame era stata usata come poco più di un magazzino. Così, quando Napoleone dichiarò il suo ritorno all’uso della chiesa, ospitò la sua grande cerimonia tra le sue mura donando a Notre-Dame una nuova importanza. Tuttavia, l’incoronazione non ha risolto il suo deterioramento strutturale. Quindi l’autore Victor Hugo utilizzò l’edificio come personificazione della Francia stessa nel suo romanzo del 1831, Notre-Dame de Paris. (Il nome del libro è spesso tradotto come Il gobbo di Notre Dame, ma il suonatore di campane gobbo Quasimodo non è il personaggio principale: la figura centrale è Notre-Dame). Il libro fu un successo e l’impulso portò a un importante restauro supervisionato dagli architetti Jean-Baptiste-Antoine Lassus e Eugène Viollet-le-Duc.

I suoi “mostri” sono moderni, non medievali!

I SUOI MOSTRI SONO MODERNI, NON MEDIEVALI. Alcune delle immagini più popolari di Notre-Dame sono i suoi gargoyle o chimere. Pochi sanno però, che queste figure non comparvero prima del XIX secolo. Queste statue furono aggiunte tra il 1843 e il 1864 durante il radicale restauro supervisionato da Eugène-Emmanuel Viollet-le-Duc.

Un gallo fa da parafulmine

UN PARAFULMINE SPIRITUALE. Prima dell’incendio che l’ha fatta crollare, in cima alla guglia c’era un grosso gallo. Questi non era un semplice uccello decorativo. Nel 1935, infatti, tre minuscole reliquie (un presunto pezzo della Corona di Spine e alcuni frammenti di Saint Denis e Saint Geneviève, santi patroni della città) erano stati inseriti all’interno del gallo di metallo. L’idea, secondo la leggenda, era di creare una sorta di parafulmine spirituale per proteggere i parrocchiani all’interno.

L’ORGANO DI NOTRE-DAME È IL PIÙ GRANDE DELLA FRANCIA?
L’organo a canne di Notre-Dame comprende quasi 8000 tubi (alcuni risalenti al XVIII secolo) suonati con cinque tastiere, rendendolo il più grande organo a canne in Francia (anche se alcuni sostengono che Saint-Eustache ne abbia uno più grande).

TUTTE LE STRADE PORTANO A NOTRE-DAME DE PARIS. Ignorata da gran parte dei turisti che si aggirano fuori da Notre-Dame, incastonata nell’acciottolato c’è una stella di bronzo a otto punte. Su di essa è incisa la frase “Point zéro des routes de France“, ed è il punto dal quale vengono misurate le distanze da Parigi di altre città in Francia. È stato messo lì nel 1924.

NEL SUO TETTO VIVONO LE API. Sulla sacrestia di Notre-Dame, adiacente alla cattedrale, c’è un piccolo alveare di api. È stato installato nel 2013, per ospitare api Buckfast, un ceppo sviluppato da un monaco di nome Fratello Adam. Il loro miele è prodotto dalle piante nei giardini vicini, tra cui piazza Jean XXIII proprio dietro la cattedrale. Secondo il New York Times, il miele ed i dolci ricavati con questo, vengono regalati ai poveri.