Nel marzo del 2014 a Ryan Stone, desideroso di far finalmente decollare il suo canale YouTube, venne in mente un’idea alquanto bislacca. Rubò tre auto, una delle quali aveva all’interno un bambino di quattro anni. Durante la sua impresa è stato inseguito da svariate pattuglie di polizia e durante uno di questi inseguimenti ha rischiato anche di uccidere un poliziotto.

Tuttavia, a filmare queste sue gesta, Ryan non ci ha neanche pensato. La sua idea era ben più geniale di quanto possa già apparire da una prima lettura. L’intenzione di Stone era quella di farsi filmare dai telegiornali e dai programmi che negli USA si occupano proprio di inseguimenti di polizia per poi far valere su di questi I DIRITTI D’AUTORE, prima di ripubblicarli sul suo canale, continuando a guadagnare con essi.

Neanche il suo arresto ha … arrestato la sua voglia di popolarità. In un video diffuso da LiveLeaks, Ryan Stone è a colloquio con una visitatrice ed è euforico quando le racconta che:

«Sapevi che parlano di me anche in Inghilterra e in Australia? Si! me l’ha detto il mio avvocato. Sono finito nei notiziari in Inghilterra e in Australia! Se provi a scrivere Grand Theft Auto su YouTube, il casino che ho combinato salta fuori per primo!» Tra una risata e l’altra, informa la sua amica che i suoi video stanno spopolando nei canali di informazione YouTube su you tube e lui incaricherà il suo avvocato di contattarli per avere la sua fetta di ricavi. Suggerisce alla sua amica di intascare i soldi a suo nome con una lucidità che fa supporre che Ryan non avesse idea di quanto lunga sarebbe stata la sua pena. Probabilmente Stone pensava di passare non troppo.

tempo dietro le sbarre, ma il giudice lo ha condannato a qualcosa come centosessanta anni di galera. 

Davanti alla corte, Ryan non è stato abbandonato da amici, parenti e semplici cittadini che ritengono la pena troppo severa. 160 anni, secondo loro, sono un po’ troppi per chi non ha di fatto ucciso nessuno ma ha “solo” rubato tre auto, rapito un bambino, investito un pubblico ufficiale e messo in pericolo più di una vita. «Ci sono stupratori ed assassini che hanno preso molto meno per i loro crimini».