All’1.23 circa, ora locale di Pryp”jat’ (UTC +3), di Sabato 26 aprile 1986, si verificò nella centrale nucleare di Chernobyl il più grave incidente mai registrato in una centrale nucleare, avvicinato solo di recente dagli avvenimenti a Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

Le cause dell’esplosione furono gravi mancanze da parte del personale, sia tecnico sia dirigenziale, e difetti di progettazione dell’impianto stesso. Ma in piena guerra fredda, il Partito Comunista Sovietico non poteva di certo mostrare la sua debolezza e tentò di nascondere l’accaduto al mondo e di minimizzare la gravità della situazione a chi, invece, era al suo interno ed alla popolazione.

Insomma, la Madre Russia non poteva ammettere di avere ingegneri poco preparati, centrali nucleari (di fabbricazione russa) difettose, carenti dal punto di vista progettuale e soprattutto, poco costose da realizzare.

Diverse furono invece le decisioni “dall’altra parte della barricata”, per incidenti di gran lunga meno impattanti. Alle 4.00 del mattino del 28 marzo del 1979 a Three Mile Island in Pennsylvania negli Stati Uniti, si verificò una fusione parziale del nocciolo a causa di un errore umano e di una valvola difettosa con conseguente fuoriuscita di gas radioattivi. Sebbene si tratti del più grave incidente nucleare che abbia coinvolto gli Stati Uniti le fuoriuscite radioattive furono minime, grazie alla costruzione di contenimento attorno nella quale era posizionato il reattore. Il governo, tuttavia, dichiarò subito lo stato di emergenza e la popolazione nelle vicinanze dell’impianto fu momentaneamente evacuata.

A Chernobyl questo non accadde. Le misurazioni del livello di radiazione furono effettuate con strumenti troppo “piccoli”, ossia con un livello di fondo-scala troppo basso. Questi arrivavano solo fino a 3,6 Röntgen ora (i livelli di una banale radiografia oscillano tra gli 1 milliRöntgen e i 10 Röntgen. Fu quindi diffuso, all’interno del partito e della centrale, il dato palesemente errato che la radiazione fuoriuscita era molto bassa e non pericolosa. Come dire che sotto il sole di agosto si gela, facendo affidamento solo sulle letture di un termometro che arriva a misurare fino a 5°C sopra lo zero. La stampa non fu avvisata, e la popolazione della vicina città di Pryp”jat’ neanche. Ufficialmente il fuoco che proveniva dalla centrale era un “banale” incendio al tetto che i pompieri avrebbero potuto gestire con facilità. Quando furono utilizzati strumenti in grado di misurare fino a 360 000 röntgen/ora, si rilevarono livelli di radiazione pari a 20 000 röntgen/ora. Di nuovo i dirigenti della centrale non avviarono le procedure di emergenza perché, a loro detta, il valore era così alto che di certo il contatore era guasto. Si continuò così ad ignorare (volontariamente) il pericolo esponendo la popolazione russa e non ad un grosso rischio, il tutto per non “perdere la faccia” dinnanzi al mondo intero.

La centrale Nucleare di Forsmark in Svezia

La mattina del 27 marzo 1986, in Svezia un lavoratore della centrale nucleare di Forsmark stava rientrando al lavoro dopo una pausa. Un rilevatore di radiazioni captò qualcosa provenire dalla suola delle sue scarpe e si mise a suonare. Subito partì un’indagine interna alla ricerca di guasti e perdite all’interno della centrale. Tutti i controlli ebbero però esito negativo: il problema non era nella centrale svedese.

I controlli si fecero più approfonditi e fu possibile verificare che le particelle radioattive rilevate avevano caratteristiche riconducibili alle centrali nucleari sovietiche. Anche le condizioni meteo sostenevano questa tesi. Nel fine settimana il vento aveva soffiato da sud-est e aveva piovuto nella parte nord est della Svezia, proprio dalla direzione dell’Unione Sovietica.

Ormai il mondo intero era a conoscenza di quanto avvenuto in Unione Sovietica. L’incidente doveva essere senza dubbio gravissimo se tali livelli di radiazione erano stati misurati a quella distanza.

Ormai scoperti, i russi non potettero fare altro che ammettere l’incidente attribuendo la colpa ad un errore umano, quindi ad operai maldestri. A distanza di ben 36 ore, finalmente cominciò l’evacuazione dei cittadini dalla zona interessata che furono avvisati con questo annuncio lanciato dai megafoni:

«Attenzione, attenzione: fidati compagni, il consiglio comunale dei Deputati informa che in seguito ad un incidente alla centrale elettronucleare di Černobyl’ nella città di Prip”jat’, la quantità di radiazioni nell’aria è aumentata sopra la norma. Grazie al Partito Comunista e alle forze di polizia sovietiche, le misure d’emergenza necessarie sono state prese. Quindi, per assicurare una completa sicurezza per il popolo, specialmente per i vostri bambini, è necessario evacuare temporaneamente i cittadini nella zona di Kiev. Di conseguenza, ogni appartamento verrà liberato e oggi, 27 aprile a partire dalle 14:00, dei bus verranno messi a disposizione dalla polizia e dai rappresentanti del Partito Cittadino. È consigliato di portare con voi: documenti d’identità, effetti personali necessari e cibo per un pasto. I responsabili delle imprese e delle istituzioni hanno determinato una cerchia di lavoratori che rimarranno sul posto per garantire il normale funzionamento delle imprese della città. Tutti gli appartamenti, durante l’evacuazione, verranno sorvegliati dagli ufficiali di polizia. Compagni, mentre temporaneamente libererete le vostre case, per favore, non dimenticate di: chiudere tutte le finestre, di spegnere tutti gli impianti elettrici e del gas e di chiudere i rubinetti. Per favore rimanete calmi, organizzati e mantenete l’ordine durante l’evacuazione temporanea.»

Ma i russi hanno una NUOVA versione da raccontare ….

Le vicende legate all’incidente di Cernobyl stanno tornando in auge grazie alla fortunata ed apprezzatissima Serie TV Sky “Chernobyl” dove si raccontano le infauste vicende di quei giorni, soprattutto dal punto di vista dei “liquidatori” (coloro che si adoperarono a costo della loro vita per contenere i danni e salvare moltissime altre vite umane) e dei cittadini della vicina Pryp’jat. È notizia recente che la stessa serie TV ha “mietuto una vittima”. Uno dei liquidatori sopravvissuto al disastro non ha retto l’emozione di rivivere quei momenti con le immagini della serie TV. In più il Governo sovietico non avrebbe in seguito mantenuto la promessa di un alloggio popolare per lui e la sua famiglia. L’uomo si è suicidato lanciandosi dal tetto della propria abitazione.

Il Cremlino non è d’accordo sulla ricostruzione dei fatti e sta pensando di produrre una propria fiction sul tema dove venga esposta la loro tesi: a causare l’esplosione del reattore di Cernobyl sarebbe stato a loro detta un agente della CIA, come dichiarato dal regista della futura serie TV russa Aleksei Muradov :  «Al momento dell’esplosione del reattore era presente un agente dei servizi di intelligence del nemico e gli storici questo non lo negano».