Animali come primati, delfini e anche calamari hanno dimostrato di avere consapevolezza di sé, ma possono davvero scegliere di suicidarsi? O è una scelta che è riservata agli umani?

Si è ipotizzato che il suicidio fosse solo per gli esseri umani. Duncan Wilson, ricercatore associato presso l’Università di Manchester nel Regno Unito, ha affermato che agli animali “Manca la capacità di visualizzare l’atto e quindi di mettere in pratica la propria morte. Gli animale sono infatti guidati da un istinto di autoconservazione”.

Alla fine del 1800, tuttavia, ci fu una serie di articoli su presunti suicidi di animali: cani che lasciano morire sulle tombe dei padroni, un gatto che si impiccò dopo la morte dei suoi cuccioli e cavalli che si uccidevano dopo anni di maltrattamento.

Tuttavia non è possibile parlare di “suicidio”. Perché un atto sia classificato come un suicidio, l’agente deve sapere che ciò che sta facendo, terminerà la sua esistenza. Deve essere cosciente, insomma e. questo tipo di pensiero astratto è probabilmente fuori dalla gamma degli animali.

È più probabile che gli animali si condannino a morire quando sono depressi o soli ma senza effettivamente sceglierlo. Gli animali molto affezionati al proprio padrone cambiano comportamento quando questi muore. Ad esempio, i cani in tali situazioni a volte entrano in depressione rifiutando cibo e cure fino alla morte. Insomma il comportamento di un animale può si potare alla morte, ma non sarebbe una decisione cosciente.