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I bagliori misteriosi dei Fuochi Fatui

Il fenomeno dei fuochi fatui è studiato da scienziati ed occultisti. Voi da che parte state?

I fuochi fatui, chiamati anche corpi santi, sono fiammelle solitamente di colore blu che si manifestano a livello del terreno in particolari luoghi come i cimiteri, le paludi e gli stagni nelle brughiere. Il periodo migliore per osservarli parrebbe essere nelle calde sere d’agosto

Sebbene appaia come l’incipit di un film horror o di un romanzo di Stephen King, queste sono le prime righe che Wikipedia dedica al fenomeno del Fuoco Fatuo.

Proprio in virtù di quanto indicato sopra, la spiegazione di tale fenomeno ha intressato tanto la scienza quanto gli manti dell’occulto.

Un “fuoco sciocco”

L’espressione “fuoco fatuo” deriva dal latino ignis fatuus, che alla lettera vuol dire “fuoco sciocco”. Ma perché e come un fuoco può essere considerato sciocco? Ebbene, non è il fuoco ad essere sciocco ma la persona. O almeno questo è quello che sostengono gli occultisti.

Il termine “Fuoco Fatuo” sarebbe solo un grossolano contenitore che racchiude un’ampia varietà di luci spettrali. Il loro presunto scopo è quello di annunciare la morte o di tirare brutti scherzi ai viaggiatori di notte. “Ignis fatuus” significa “il fuoco sciocco” ed è quindi così chiamato perché chiunque segue tale luce è sciocco.

Gli Ignis Fatuus appaiono come fiamme bluastre, globi blu o gialli e candele che fluttuano muovendosi di notte nelle campagne. Appaiono in tutto il mondo e sono ricorrenti in tutto il folklore.

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Quei fuochi fatui che si manifestano come presagio di morte hanno nomi specifici. Essi sono conosciuti principalmente come candele cadavere o candele morte. Quando si tratta solo di infastidire viaggiatori notturni, i fuochi sono chiamati Jack-o’-Lanterns (le celebri zucche di halloween). Si racconta che queste luci si divertano ad attirare le persone da un sentiero all’altro fino a farle perdere.

Varie leggende provano fa fornire una spiegazione ai fuochi fatui. Tra le più popolari c’è quella che sostiene che il fuoco fatuo sia il fantasma di un peccatore la cui anima non può riposare ed è condannata a vagare per sempre sulla terra. Nella tradizione tedesca, la luce si chiama Irrlicht ed è o uno spirito della foresta o un’anima errante che accompagna un’invisibile processione funebre.

Nella tradizione svedese, la luce è l’ anima di un bambino non battezzato che cerca di condurre i viaggiatori all’acqua nella speranza di ricevere il battesimo. In una versione analoga, si tratterebbe dell’anima di un bambino nato morto che ancora vaga tra paradiso ed inferno.

Molto comune è anche la stoia del tesoro nascosto. Danesi, finlandesi, svedesi, estoni, lettoni, lituani e irlandesi credevano che il fuoco fatuo indicasse la posizione di un tesoro sepolto o sommerso e che poteva essere recuperato solo quando il fuoco era lì. A volte erano necessari anche trucchi magici o persino la mano di un uomo morto per recuperare il tesoro. In Finlandia e in molti altri paesi del nord, si riteneva che l’inizio dell’autunno fosse il periodo migliore per mettersi a caccia di tesori.

Ascoltiamo l’altra campana

Cosa ne pensa la scienza su queste sfere di luce che si librano sulle paludi di notte e sembrano tremolanti lanterne blu?

Esistono diverse teorie. Si pensa sia bioluminescenza, cioè, il bagliore è causato da qualcosa di naturale come lucciole. Un’altra teoria, un po’ strana in vierità, riguarda i barbagianni. Si è teorizzato che questi rapaci potrebbero sorvolare aree paludose e riflettere la luce della luna o di altre fonti grazieal loro piumaggio bianco, facendolo sembrare una lanterna galleggiante.

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La teoria più accreditata coinvolge il chimico italiano: Alesandro Volta. Volta, che scoprì il metano nel 1776, ipotizzava i lampi incontrando i gas paludosi palude potessero causare bagliori che venivano interpretti come fantasmi. La sua teoria era estremamente controversa all’epoca. Molti non credevano possibile una combustione spontanea di gas e, soprattutto, la teoria non spiegava perché il fuoco fatuo sembrava ritirarsi quando ci si avvicinava a loro.

Con i progressi tecnologici, possiamo dimostrare che la teoria di Volta era più o meno corretta. I fuochi fatui sono causati dalla combustione di gas, chiamati “gas di palude” che si sviluppa dalla disgregazione della materia organica in aree costantemente umide. Ma allora come mai questi fuochi spariscono quandi ci si avvicina? La risposta è piuttosto banale. Avvicinandosi si crea uno spostamento d’aria che disperde il gas.

 
La normale decomposizione della materia organica all’aria aperta si chiama decomposizione aerobica. Come tutta la materia organica, le piante e gli animali sono in gran parte costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno. In caso di decomposizione in presenza di ossigeno, i sottoprodotti della decomposizione sono acqua, anidride carbonica, energia o calore.

Nelle aree paludose, la decomposizione aerobica spesso non può avvenire. La materia morta viene sepolta sotto l’acqua e il suolo dove continua a decomporsi in assenza di aria. La materia viene scomposta da batteri anaerobici, i cui sottoprodotti sono metano, anidride carbonica, azoto, fosfine e altri prodotti chimici.

Si ritiene che, quando i gas si alzano dal suolo e dall’acqua e si liberano nell’atmosfera, il metano si mescola alle fosfine e crea le luci blu che si librano sopra le paludi.

Le fosfine sono gas infiammabili e tossici che possono incendiarsi spontaneamente in presenza di aria.

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