Mercoledì, 18 Ottobre 2017

Lo storico spot "Auguri Cocacola" censurava un ragazzo di colore?

Per arrivare alle origini di questo spot, e soprattutto di questa canzone sono necessari alcuni passaggi a ritroso.  Tale Bill Backer, che lavorava alle campagne promozionali per la CocaCola, si trovava in aeroporto con due musicisti e compositori di Jingle pubblicitari Roger Cook e Billy Davis. Il loro volo, in partenza dallo  Shannon Airport in Irlanda venne cancellato e posticipato per il giorno successivo.

 

Guest Post: Questo articolo proviene dal blog DOSTALGIA.COM, (Ricordi Nerd. Quando un ricordo è legato ad un videogame e a tutto quanto è informatica e tecnologia).

 

 

I passeggeri non la presero bene e gli animi si scaldarono ma poi tutti furono trasportati in hotel per trascorrere la notte.  L’indomani, all’imbarco, Bill Backer notò che l’umore degli altri passeggeri era notevolmente cambiato. Chiacchieravano, ridevano, scherzavano tra di loro mentre bevevano una coca-cola. Questo particolare gli face venire in mente “I’d like to buy the world a Coke”, “vorrei comprare al mondo una coca-cola” come se quel cambio d’umore fosse merito della bevanda. Appuntò la frase su un tovagliolo di carta e l’appuntò bene, non scrisse “I’d like to buy the world a cock”, come qualcuno di voi avrebbe fatto. Affidò la salviettina a Cook che l’adattò ad una melodia che aveva scritto in precedenza con Roger Greenaway  per un brano cantato da Susan Shirley nel 1971 intitolato “True Love and Apple Pie“.

 

E così Susan fu scippata della sua canzone. La Coca-Cola realizzò uno spot che voleva essere un inno alla coca-cola e all’integrazione razziale. Nella pubblicità si poteva infatti vedere un gruppo di giovani di diverse etnie intonare la canzone su una collina … ITALIANA. Alla fine dello spot era infatti specificato che:

“On a hilltop in Italy,
we assembled young people
from all over the world
to bring you the message
from Coca-Cola bottlers
all over the world.
It’s the real thing. Coke.“

Abbiamo raggruppato gente proveniente da tutto il mondo su di una collina in Italia. Lo abbiamo fatto per portarti un messaggio da parte del popolo della Coca-Cola di tutto il mondo. È una cosa vera. Coca-Cola”. Tanto per intenderci, “It’s The Real Thing” era il motto dell’epoca, quello che oggi è “Enjoy The Feeling” e che è stato “Always Coca-cola”. Come è ovvio che fosse, questo spot adesso è noto alla storia come “The Coca-cola Hilltop commercial”.L'impatto positivo che  ebbe sul pubblico questa pubblicità porto due gruppi a cantarla con testo modificato (I'd Like to Teach the World to Sing -In Perfect Harmony-). La canzone ebbe un discreto successo negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

 

 

Ed è proprio da questa “Hilltop” che deriva quello spot di Natale tanto caro a noi attempati. La versione originale dello spot, che in Italia sarà in seguito conosciuto come “Auguri Cocacola”, nasce a metà degli anni 1970. Nella versione originale, la canzone era identica ma l’ambientazione era differente. È una scena notturna del gruppo di ragazzi fricchettoni, dove ognuno tiene in mano una candela bianca accesa. Nel finale l’inquadratura della telecamera si allontana, rivelando una forma ad albero di Natale. A partire dal 1983 in Italia è stato tradotto ed adattato il testo, utilizzando questo spot per diverse stagioni nel periodo natalizio, arrivando finalmente alla pubblicità così come l’abbiamo conosciuta in gioventù.

 

MA VENIAMO ALLA DOMANDA POSTA IN CIMA: Lo storico spot “Auguri Cocacola”, IN ITALIA, censura un ragazzo di colore? Siamo a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80, un periodo importantissimo per l’integrazione razziale. Possibile mai che qualcuno in Italia abbia voluto eliminare un ragazzo dalla pelle scura dallo spot? No è solo una questione di tempo. La versione italiana dello spot è decisamente più corta dell’originale e molte parti, sono state tagliate. All’appello manca anche il primo piano di una ragazza dai tratti asiatici. C’è però da dire che i tagli hanno riguardato parti dello spot dove venivano inquadrati ragazzi orientali, preferendo lasciare scene dove sono visibili comparse dalle sembianze “più occidentali”.  Se volete farvi una vostra idea, potete confrontare il video precedente con questo in basso, ossia la versione originale americana che come “Hilltop” cerca di dare un messaggio di integrazione culturale.

 

 

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