Domenica, 22 Ottobre 2017

NOTIZIA VERA Ryanair, pakistano tenta di imbarcare una bomba su un volo a Bergamo

Notizie.it riporta: Un uomo pakistano di 43 ha provato a imbarcare una bomba su un volo da Manchester a Bergamo. Ora è stato giudicato colpevole. Il volo Il 5 febbraio scorso un uomo di 43 anni di origini pakistane, Nadeem Muhammad, partiva da Mancheter verso l’Italia, per la precisione verso Bergamo. Nulla di straordinario, si […]

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Notizie.it riporta:

Un uomo pakistano di 43 ha provato a imbarcare una bomba su un volo da Manchester a Bergamo. Ora è stato giudicato colpevole.

Il volo

Il 5 febbraio scorso un uomo di 43 anni di origini pakistane, Nadeem Muhammad, partiva da Mancheter verso l’Italia, per la precisione verso Bergamo. Nulla di straordinario, si direbbe, ma al controllo bagagli esce la sorpresa. Nella valigia del pakistano c’era una bomba artigianale: due batterie tenute insieme da del nastro adesivo marrone; dei fili e un tubo pieno di polvere esplosiva. Un ordigno tanto semplice quanto pericoloso, che ha reso Muhammad agli occhi dei controllori dell’aeroporto più di un semplice passeggero. Ma, nonostante l’ordigno ritrovato nel suo bagaglio, è stato concesso all’uomo pakistano di partire ugualmente. Gli è stato sequestrato l’ordigno, ovviamente, ed è stato schedato come soggetto sospetto, ma Nadeem Muhammad ha preso lo stesso il volo ed è venuto qui in Italia, a Bergamo.

Il ritorno

Il viaggio in Italia di Muhammad è finito il 12 febbraio, quando con un altro volo – ma stavolta senza ordigni nascosti nei bagagli – è tornato a Manchester. Al suo atterraggio, però, lo attendeva un’accoglienza non proprio calorosa.

L’analisi dell’ordigno, infatti, aveva mostrato ancor di più quanto fosse potenzialmente pericoloso. L’accusa di terrorismo non è stato possibile formularla perché non sono mai stati chiariti i veri motivi per cui l’uomo pakistano dovesse portare con sé l’ordigno sull’aereo o addirittura a Bergamo come destinazione finale. L’uomo è residente a Bury, nella contea di Great Manchester: per questo è stato processato e giudicato dalla Manchester Crown Court: l’uomo è risultato colpevole. Per conoscere la pena effettiva che dovrà scontare il pakistano bisognerà attendere il 23 agosto, quando la Manchester Crown Court emanerà il verdetto definitivo.

Terrorista?

Come detto anche prima, l’uomo pakistano che viaggiava con un ordigno non è stato giudicato come terrorista. Non sono state rese note le sue intenzioni e probabilmente lui stesso non ha voluto confessarle. Resta il fatto, però, che proprio dall’aeroporto di Manchester quest’uomo stava per partire con un ordigno artigianale e, soprattutto, anche se senza la bomba l’uomo è riuscito lo stesso a lasciare il paese.

Per la città che ha subito diversi attentati terroristici negli ultimi tempi è sconcertate una notizia simile. Nel caso si fosse trattato davvero di un terrorista o di un uomo che avesse collegamenti con qualche cellula terroristica, gli era stata concessa la libertà di muoversi in Europa e magari di fuggire. Per questo la Greater Manchester Police ha fatto una dichiarazione tramite la BBC riguardante il mancato arresto immediato del pakistano: è un errore che non deve ripetersi mai più. Alla luce dei fatti, è stato sventato un probabile pericolo che avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi. Non bisogna lasciarsi prendere dal panico, ma non bisogna nemmeno lasciare le cose al caso.

La vicenda è stata riportata in Italia da Il Corriere della Sera, Il Messaggero e Tgcom 24:

Un cittadino di origine pachistana con passaporto italiano, Nadeem Muhammad, è stato giudicato colpevole per aver cercato di imbarcare un ordigno esplosivo, nascosto nel suo bagaglio a mano, a bordo di un volo da Manchester a Bergamo. Il 43enne era stato fermato il 30 gennaio ai controlli dell’aeroporto. Il movente al momento resta “sconosciuto”, ma non sarebbero emerse connessioni di tipo terroristico.

Della vicenda e del verdetto di condanna hanno parlato ovviamente i principali media inglesi, come la BBC e il Guardian:

Muhammad claimed in court that he had never seen the device the crown said he tried to smuggle on to the Boeing 737 and that it had nothing to do with him.

Prosecutor Jonathan Sandiford told the jury when opening the case: “The crown says that the only reason why somebody would try and carry an assembled and viable IED through stringent airport security checks and on to an aeroplane would be a desire and intention to detonate it within the confines of that aeroplane.

“The only reason for doing that would have been an intention to endanger lives or cause serious damage to property or both. What motive can there have been for what was to all intents and purposes likely to be a suicide attack on an aeroplane?”

The search for a motive led to investigations by police from the north-west counter-terrorism unit and the domestic security service MI5. No evidence or intelligence was found to support the idea Muhammad was driven by a terrorist motive. In government it is not being included among the list of foiled or thwarted terrorist recent plots. The case was prosecuted under the Explosives Act and not under the Terrorism Act.

Sandiford told the jury when opening the case: “The crown has found no evidence of any particular motive. You may think terrorism is one of the possible and the most likely motive but it could be a desire to commit suicide or some other reason.”

Muhammad ha protestato di essere innocente e di non avere nulla a che fare con il dispositivo, camuffato dentro un evidenziatore svuotato. D’altro canto, il pubblico ministero Jonathan Sandiford ha spiegato che l’unico motivo per cui un uomo potrebbe voler portare un ordigno potenzialmente esplosivo facendo passare oltre i controlli di sicurezza di un aeroporto è quello di volerlo far detonare su un aereo. In ogni caso non ci sono prove che dietro ci siano motivazioni di tipo terroristico, l’uomo potrebbe essere stato mosso da un desiderio suicida o da qualche altra causa per ora ignota.

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