Martedì, 16 Gennaio 2018

ANALISI IN CORSO Stop alla produzione delle monete da 1 e 2 centesimi – bufale.net

Un piccolo giallo comincia da oggi, sollevato logicamente da Altroconsumo e del quale, in questi giorni, converrà scoprire assieme la risoluzione Ci riporta infatti il portale Chi di noi non ha il portamonete pieno di monete da 1 e 2 centesimi che ormai non riusciamo...

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Un piccolo giallo comincia da oggi, sollevato logicamente da Altroconsumo e del quale, in questi giorni, converrà scoprire assieme la risoluzione

Ci riporta infatti il portale

Chi di noi non ha il portamonete pieno di monete da 1 e 2 centesimi che ormai non riusciamo più a spendere neppure nei distributori automatici? Dal 1° gennaio 2018 potremmo non vederle più. O meglio un articolo della legge di conversione del decreto 50/2017 (la cossiddetta manovra bis) sospende il conio delle monete da 1 e 2 centesimi a partire proprio dal 2018.

Beninteso, le monete in circolazione avranno comunque valore legale anche nel periodo di sospensione e dunque potranno essere usate ancora nei pagamenti, purché vengano messe assieme per arrivare ai 5 centesimi. C’è da considerare anche che l’Italia conia monete insieme ad altri Paesi europei e dunque potranno circolare anche centesimi “esteri”.

Corretto? Sì, ma con rilievi che potrebbero rendere il c.d. Emendamento Boccadutri una meteora senza grandi risultati. Infatti al momento una norma in vigore, l’articolo 13 quater del DL 50/2017 recita

Art. 13 quater Sospensione del conio di monete da 1 e 2 centesimi 1. A decorrere dal 1° gennaio 2018 e’ sospeso il conio da parte dell’Italia di monete metalliche in euro di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro. Il risparmio derivante dall’attuazione del presente comma e’ destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. 2. Durante il periodo di sospensione di cui al comma 1, quando un importo in euro costituisce un autonomo importo monetario complessivo da pagare e il pagamento e’ effettuato integralmente in contanti, tale importo e’ arrotondato, a tutti gli effetti, per eccesso o per difetto, al multiplo di cinque centesimi piu’ vicino. 3. Tutti i soggetti pubblici o incaricati di pubblici uffici o di pubblici servizi, compresi i loro concessionari, rappresentanti, mandatari o agenti, sono autorizzati, senza necessita’ di ulteriori provvedimenti o determinazioni, ad acconsentire all’arrotondamento di cui al comma 2 in relazione a qualunque autonomo importo monetario in euro a debito o a credito. 4. Resta impregiudicato il corso legale delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro secondo le norme ad esse applicabili. 5. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, di cui all’articolo 2, comma 198, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, svolge un’apposita verifica sull’impatto delle disposizioni del presente articolo sulle dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi di beni e di servizi praticati ai consumatori finali e riferisce su base semestrale le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi dallo stesso rilevate nell’esercizio delle proprie attivita’ e funzioni al Ministro dello sviluppo economico che provvede, ove necessario, alla formulazione di segnalazioni all’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato e di proposte normative. 6. Le disposizioni del presente articolo sono comunicate alla Banca centrale europea entro un mese dalla data della loro entrata in vigore e si applicano dal 1° gennaio 2018. ))

Ma già ad Agosto fu lo stesso governo a proporre una forte marcia indietro, annunciando un imminente ripensamento basato su una serie di rilievi di fonte Europea:

Primo: sospendere il conio di quelle monete non produce alcun risparmio. L’estensore dell’emendamento aveva calcolato un risparmio di 23 milioni di euro. Ma senza di esse la Zecca sarebbe costretta ad aumentare la produzione (e il relativo costo) per le monete da cinque centesimi. Secondo: pur smettendo di coniare le due monetine, nessun negoziante sarebbe in ogni caso autorizzato a rifiutarle. La Banca centrale europea l’ha scritto chiaramente in due pareri spediti a Belgio e Finlandia che avevano già approvato norme simili a quella italiana. E non solo per la ragione logica per cui non si può impedire ad uno spagnolo o ad un tedesco di usare quelle monetine in Italia, ma perché il potere di decidere o meno la circolazione legale di pezzi della moneta unica non è dei parlamenti nazionali, bensì del Consiglio europeo.

Il testo dell’opinione spedita ai belgi il 23 gennaio 2014 è chiaro: «L’articolo due del regolamento 974/98 dice che l’euro, come moneta dell’area, è divisa in cento centesimi». Sia in Finlandia che in Olanda è consentito ai negozianti di arrotondare i prezzi ai cinque centesimi: su questo i parlamenti nazionali sono liberi di legiferare. In ogni caso «non si può impedire ai clienti di pagare l’esatto ammontare dovuto usando le monete da uno e due centesimi». Dunque con queste premesse quanti negozianti possono avere il reale interesse a introdurre l’arrotondamento? Quanti di loro daranno l’impressione di voler lo fare solo per ritoccare i prezzi all’insù?

Fatte tutte queste valutazioni il Tesoro è giunto alla conclusione che lo stop alla produzione delle monete avrebbe lo stesso effetto di una grida manzoniana. Peggio: farlo per monete dal valore legale in diciannove Paesi potrebbe provocare effetti collaterali nell’intera Unione come un gap fra domanda e offerta, costringendo la Zecca dei Paesi vicini ad aumentare la propria produzione. Insomma un pasticcio senza capo né coda. Nella risposta al Belgio la lettera firmata da Mario Draghi lo spiega educatamente: «Per preservare l’unità e l’integrità della moneta unica regole come quelle sull’arrotondamento andrebbero concordate a livello europeo, non nazionale». Qualcuno sembra non averlo ancora capito.

Sostanzialmente, sospendere il conio delle monete di “taglio minimo” implica soltanto che altri stati europei dovranno accollarsene il conio, che continueranno a circolare, sia quelle già coniate che quelle portate dai turisti, e che l’unico effetto sensibile potrebbe essere un arrotondamento dei prezzi che già è tenuto in conto in molti prezzi, datosi che l’esercente non potrà esimersi dall’accettare monete che, anche se sospese nel conio, sono valide nel loro valore.

Il Sole24Ore reiterava la questione il 19 Dicembre 2017, nuovamente sollevando i citati rilievi contrari ed auspicando che la paventata soluzione gordiana al problema aperto, con un ulteriore emendamento a stralciare una norma non esente da criticità, arrivasse nel breve periodo.

Ci si è messa di traverso la maretta politica relativa allo scioglimento delle Camere, che lascia all’Italia problemi più urgenti da risolvere: nondimeno, questo piccolo giallo di Capodanno ci terrà tutti col fiato sospeso.

 

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