Martedì, 16 Gennaio 2018

GUIDA UTILE Il pericolo delle bravate

Troppo rumore? Forse. Mio nipote ha un cane. Tutti i cani, si sa, quando sono ancora cuccioli restano di piccola taglia, pucciosi e in grado di intenerire anche gli impuri di cuore. Poi arrivano le prime settimane e i primi mesi, e a seconda della...

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Troppo rumore? Forse.

Mio nipote ha un cane. Tutti i cani, si sa, quando sono ancora cuccioli restano di piccola taglia, pucciosi e in grado di intenerire anche gli impuri di cuore. Poi arrivano le prime settimane e i primi mesi, e a seconda della razza già le loro dimensioni aumentano. Questo è accaduto – come natura ordina – al cane di mio nipote. Per comodità d’ora in poi chiamerò l’animale Billy. Billy, una grossa e robusta creatura nera, dopo i primi mesi di vita già scorrazzava per le vie strette della mia provincia per scoprire, conoscere e fare un po’ di sano territorio. Un giorno ha incontrato un coniglietto e ha iniziato a giocare.

Il giocattolo, poco dopo, si è rotto.

Chi ha assistito alla scena ha riferito: «È normale, è ancora piccolo. Per quanto faccia impressione, stava solo giocando. Ancora non calibra le forze né gli istinti». Stava solo giocando, ma il coniglio è spirato tra le sue fauci ancora da calibrare. Ignaro del disastro commesso, Billy ha proseguito sulla sua strada.

Lo stesso è accaduto all’evanescente Luca Boldrini (nome inventato) che come riporta Giornalettismo ha ora un nome e un cognome reali, ma che per tutelare la sua privacy non vengono riportati. Scelta, ovviamente, che condividiamo. Il ragazzo, reatino (come riporta Rieti Life) e autore della bufala da noi trattata e smentita, notando il polverone sollevato ha pensato di scrivere un messaggio direttamente alla persona da lui colpita, postandolo sul proprio profilo Facebook. A Laura Boldrini, scrive:

«Salve on. Laura Boldrini, le scrivo per comunicarle che la persona nella foto sono io e questa situazione mi appare paradossale… Ovviamente si tratta di una bufala del web ma la cosa che mi spaventa è la facilità con cui una fake news del genere abbia raggiunto milioni di persone nel giro di pochi giorni.  Una mia immagine del profilo Facebook è stata strumentalizzata a livello politico da migliaia di persone, persone incapaci di saper distinguere il vero dal falso o al contrario capaci di farlo ma allo stesso tempo “cavalcatori di onde”.  Poteva essere un tranquillissimo scherzo di un amico ma una cosa del genere non può degenerare fino a questi livelli. Il problema non credo sia in Internet stesso o nei social che riescono a rendere virali notizie del genere ma credo che il problema vero siano le persone, creduloni o ignoranti completi che pensano che tutto quello che vada contro la “politica italiana” sia cosa buona e giusta e non vedono l’ora di accusare e insultare chi è al vertice, facendolo senza un minimo di coscienza, conoscenza e competenza. Ovviamente questa bufala è stata strumentalizzata visto che a breve ci saranno le elezioni e anche questa è una cosa che mi fa riflettere… Non credo sia il caso di fare denunce o di contattare la Polizia Postale ecc. e non credo convenga a nessuno farlo visto che si finisce solamente col dare importanza a queste persone, che “ne traggono solo vantaggio e popolarità”, ma l’unica cosa che voglio denunciare è la  profonda mancanza di una qualsiasi forma di intelletto o di razionalità in chi si rende complice di queste cose. Come ultima cosa le chiederei gentilmente di oscurare il mio volto dal suo post, perché non voglio essere visto da milioni di italiani anche se sono cosciente che altrettanti lo hanno già visto. Grazie in anticipo e buona sera».

 

Chiunque adora il gioco, chiunque ama lo svago e chiunque ama la risata. Chiunque, però, dovrebbe conservare la consapevolezza del rischio: se fai bunjee jumping per la prima volta e non sai come fare, ti fai male; se fai free-climbing senza un istruttore, ti fai male; se ti metti alla guida di una vettura per la prima volta e non hai un istruttore che ti assiste, ti fai male e fai male agli altri, e via discorrendo.

Se sai bene quanto sia pericolosa la rete – e cavolo, un ragazzo nel pieno della sua giovinezza lo sa eccome – ti tieni lontano dal caos e stai sulle tue, senza far saltare la frittata quando è ancora molle. Se invece vuoi scherzare, accetta le conseguenze e smetti, santo cielo, di nasconderti dietro la parola “ironia”. Perché c’è poco da ridere. In troppi hanno frainteso le tue intenzioni, che poi erano ben diverse da ciò che tu chiami “ironia”: volevi gettare acqua sull’olio bollente e creare il caos. Ci sei riuscito, sei scaltro. Ora ridi. Da solo, però.

Quanto da noi trattato nelle ultime ore ha fatto ombra a tutto il peggio del peggio dell’Internet. Da fatti ben più importanti (esempio 1; esempio 2) ci siamo dovuti mettere in pausa per dare priorità a te che sei un burlone. Sì, l’abbiamo avuta con te quando il nostro parente distratto – tutti ne abbiamo uno, dai, anche noi debunkers, e anche tu che scherzi – ci ha mandato la maledetta foto di Luca Boldrini, tanto da trovarci costretti a intervenire con un articolo a te dedicato. Bravo. Smentire l’ovvio mentre tu ridi e qualcun altro riceve l’ennesima legione di batteri fecali sulla sua reputazione, già oltremodo minata dalle bufale che altri come te mettono in giro. Parliamo di esseri umani, siano questi leader politici che non ci piacciono (a me piace più ascoltare i Red Hot Chili Peppers che seguire un politico, fa’ te), siano questi extracomunitari che ora chiedono asilo, ora muoiono in mezzo al mare, ora finiscono in manette e ora si chiamano Santo Padre. Parliamo di esseri umani sui quali non è mai legittimo gettare veleno e sputare sentenze, se non si hanno le competenze per farlo.

Ora, su di te ricade questo livore, ma sei arrivato come l’ennesimo esempio di quanto la parola “ironia” sia a te sconosciuta. Non agli altri. Non sono stati “quelli che non distinguono” il problema, non stavolta. Nemmeno le altre, certo, ma stavolta il basta così è d’uopo e ti deve arrivare. Se c’è chi non distingue, evitiamo di confondere ulteriormente.

Troppo facile, troppo, sparare su chi non capisce senza preoccuparsi di istruire.

 

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