Martedì, 21 Novembre 2017

Ad un giovane studente GAY è stato impedito di parlare in pubblico. Voleva fare "outing".

Evan Young è un giovane studente del Twin Peaks Charter School a Longmont, Colorado. Secondo il ragazzo le autorità scolastiche gli avrebbero impedito di fare il suo discorso pubblico, durante il quale aveva programmato di rendere pubblica la sua omosessualità.

 

 

Interrogati, i vertici scolastici hanno fornito una versione leggermente differente da quella di Evan. Secondo loro, infatti, il giovane studente non avrebbe presentato in tempo il suo discorso al comitato di revisione e che quindi, secondo regolamento scolastico, non hanno potuto permettere al ragazzo di prendere parte alla manifestazione.

«Al contrario» ribatte ancora Evan. «Ho presentato eccome la bozza del mio discorso ed ho anche effettuato le correzioni suggerite dal comitato, tranne quella che voleva che eliminassi la parte concernente il mio orientamento sessuale».

Dal momento che Evan non ha potuto prendere parte alla cerimonia scolastica, un'associazione per i diritti dei Gay ha organizzato un evento alternativo dove, supportato da Dallin Witt, il suo professore di fisica, Evan ha tenuto il suo discorso, nella forma originale. 

«[...] e c'è ancora una cosa che vorrei dirvi, la cosa più importante. Forse già ne avevate il sospetto, ma spero che quello che sto per dirvi non vi faccia cambiare l'opinione che avete di me. Sono gay.»

La folla ha acoolto il discorso di Evan con un caloroso applauso e molti sono apparsi addirittura commossi.

Successivamente, alle accuse di Evan il legale dell'istituto scolastico ha diramato una nota alla stampa:

"Il discorso che il Signor Evan Young aveva presentato alla commisione scolastica aveva un tono paternalistico ed altezzoso nei confronti degli altri studenti, mettendo spesso in ridicolo loro e l'intera comunità di questa scuola. Nonostante sia stato chiesto più volte al Signor Young di modificare il suo intervento, questi non ha restituito la bozza corretta e per questo non è stato possibile permettere il suo intervento pubblico. La cerimonia del diploma è un momento di gioia per gli studenti e per quanti gli sono vicini, è un occasione per scambiarsi gli auguri per i futuri successi, un'occasione dove dimostrare gratitudine e rispetto. La consegna dei Diplomi, dunque, non deve essere un momento in cui uno studente propina le proprie convizioni ad una folla che è obbligata dalle circostanze ad ascoltare. La commissione ha il diritto di evitare che queste situazioni avvengano ed è quello che ha fatto nello specifico caso."

 

 

 

 

 

 

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