Sabato, 19 Agosto 2017

L'origine delle 13 Superstizioni più comuni.

Il dizionario definisce "Superstizione" come «credenza determinata dall'ignoranza e dalla suggestione per cui si tende ad attribuire a cause occulte o soprannaturali avvenimenti che possono essere spiegati con cause naturali». Dallo specchio al gatto nero, scopriamo quali sono le superstizioni più comuni.

 

 

specchio2

ROMPERE UNO SPECCHIO. Gli antichi romani pensavano che l'anima diun uomo si rinnovasse ogni SETTE ANNI, come le sette fasi lunari. Dato che sempre tra i romani c'era la credenza che l'immagine riflessa fosse una sorta di "rappresentazione magica" dell'anima del soggetto, rompere questa immagine riflessa equivaleva a "rompere l'anima". Tale avvenimento avrebbe quindi influito sulla salute del soggetto per i successivi sette anni. Legate agli specchi ci sono altre superstizioni. In epoca vittoriana i genitori evitavano di mettere un bambino davanti ad uno specchio, credendo che questo potesse rubargli l'anima, imperdirgli la crescita o addirittura ucciderlo. Tutt'oggi nelle moderne famiglie ebree quando qualcuno muore in casa vengono coperti tutti gli specchi per evitare che l'anima del defunto possa venire intrappolata da uno di questi.

 

 


 

 

alberoBUSSARE SUL LEGNO. Da sempre, folklore, religione ed antiche mitologie hanno assegnato agli alberi poteri magici. Molte popolazioni pensavano che all'interno di essi abitassero spiriti benevoli in grado di controllare le stagioni, per questo abbracciare o accarezzare gli alberi era creduto un modo per ingraziarsi questi spiriti. Ad ogni modo, un albero poteva essere abitato anche da entità malvage e bussare su di esso avrebbe spaventato il demone e lo avrebbe fatto scappare come uno scarafaggio.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

scalaPASSARE SOTTO UNA SCALA. Tutto è cominciato con gli antichi Egizi. Questi credevano che una scala appoggiata contro una parete formasse un triangolo sacro e passarci dentro avrebbe "distrutto" questa sacralità. Più tardi, i primi cristiani, guardando le rappresentazioni della Sacra Croce, notarono che c'era sempre una scala appoggiata ad essa. Questi hanno cominciato a credere che ai piedi della scala ci fosse il DIAVOLO. Anticamente in Asia i prigionieri condannati alla pena di morte, venivano impiccati sui pioli delle scale. Per non di incontrare il fantasma di uno di questi criminali bisognava evitare di passare sotto le scale.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

starnutoSALUTE! Nei paesi anglosassoni, dopo uno starnuto ci si sente rispondere "God Bless You" (Dio ti Benedica), mentre era tra gli usi degli antichi romani rispondere "Giove ti preservi". I primi cristiani erano soliti farsi il segno della Croce dopo ogni starnuto. Ma per quale motivo bisognerebbe invocare l'aiuto di divinità dopo un semplice starnuto? Tutto deriva da antiche credenze egizie, romane e greche secondo le quali l'anima delle persone era conservata nel respiro ed uno strarnuto avrebbe potuto espellerne una parte. La forma da noi più conosciuta, invece, la classica risposta «Salute» ha origine in Europa negli anni della peste, quando uno starnuto poteva continuare a diffondere la malattia. 

 

 

 

 

 


 

 

 

saleROVESCIARE IL SALE. Il sale è sempre stato considerato "magico" e veniva usato per conservare il cibo e nella mummificazione, e per questo era direttamente collegato al concetto di "immortalità". Nel Medioevo venivano tracciate delle linee di sale fuori dalla porta di casa per tenere lontani gli spiriti maligni. Era infatti credenza che grazie a questo espediente, gli spiriti magligni, prima di entrare in casa avrebbero dovuto contare tutti i granelli di sale uno per uno. È proprio per queste caratteristiche che sarebbe stata una "sfortuna" rovesciare un elemento così prezioso. Il gettarsi un pizzico di sale alle spalle, servirebbe ad accecare i demoni che ci aspettano alle spalle.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

ombrelloAPRIRE UN OMBRELLO IN CASA. Contrariamente a quello che si possa pensare, anticamente l'ombrello era un accessorio di lusso in uso soltanto al ceto ricco dell'antica Persia e dalla Cina. Il loro utilizzo originario era quello di riparare gli utilizzatori dai raggi solari, non dalla pioggia. Alcuni credevano che nei raggi solari vi fossero spiriti maligni che si sarebbero liberati in casa aprendo accidentalmente l'ombrello. Più verosimile è l'ipotesi che vuole i primi ombrelli moderni dotati di un meccanismo a molla molto potente. Lo scatto e la conseguente apertura accidentale di un meccanismo del genere avrebbe sicuramente danneggiato mobili, lampade e suppellettili nell'età Vittoriana.

 

 

 

 


 

 

 

ferrocavalloFERRO DI CAVALLO. Secondo una leggenda, un fabbro che diventò successivamente arcivescovo di Canterbury nell'anno 959, inchiodò per sbaglio un ferro di cavallo allo zoccolo del diavolo mentre ferrava un cavallo. Il diavolo fu liberato solo dopo che ebbe promesso di non entrare mai più in un luogo protetto da un ferro di cavallo sulla porta. Un altra versione vorrebbe che il ferro di cavallo ricordi l'organo genitale femminile. Essendo i demoni attratti dal sesso femminile, un ferro di cavallo li avrebbe distratti dai loro intenti malevoli.

 

 

 

 

 


 

 

scopaSALTARE LA SCOPA. Si torna all'antica convizione che gli spiriti maligni debbano avere una qualche sorta di disturbo ossessivo compulsivo. Davanti ad una scopa un demonio non poteva fare altro che fermarsi a contare tutte le setole facendolo quindi desistere dal suo intento malvagio. Saltare la scopa è diventato nei paesi anglofoni sinonimo di matrimonio proprio per l'usanza che hanno gli sposi di saltare una scopa. Questa bislacca pratica servirebbe a provare che nessuno dei due è uno spirito maligno, in quanto se lo fosse non potrebbe saltarla, fermandosi a contare le setole della scopa. 

 

 

 


 

 

 

hare 02LA ZAMPA DI CONIGLIO. Il coniglio è simbolo di scaltrezza e sopravvivenza e per questo la sua zampa è un feticcio molto ricercato tra gli scommettitori e gli investitori. Nel folklore Germanico e Scozzese, uno stretto parente del coniglio, la lepre è considerata portatrice del malocchio, probabilmente perché è uno dei pochi animali che nasce con gli occhi aperti. Un antidoto sarebbe quello di portare in tasca la zampa di uno di questi animaletti. 

 

 

 

 

 

 


 

 

letto2IL LATO SBAGLIATO DEL LETTO. Secondo antiche credenze risalenti al popolo egizio le forze del male apparterrebbero ad un fantomatico "emisfero sinistro". Per questo è necessario alzarsi ogni mattina dal lato destro del letto. Alcuni alberghi addirittura sistemano il letto con il lato sinistro contro il muro, in maniera tale da rendere possibile soltanto alzarsi dal lato "giusto" del letto.

 

 

 


 

 

 

 

luttoVESTIRSI A LUTTO. Anticamente in svariate culutre la morte era considerata contagiosa. Nell'antica Roma, quindi subito dopo la morte di un parente bisognava vestirsi di nero per avvisare tutti di stare alla larga. Il periodo di lutto doveva durare per due anni, non oltre, altrimenti la persona rischiava essa stessa di morire.

 

 

 


 

 

gattoIL GATTO NERO.  Il gatto è passato da essere considerato un animale sacro e ben voluto nell'antico Egitto a vera e propria piaga durante il medioevo, quando la loro popolazione cresceva in maniera esponenziale. In più durante la caccia alle streghe le zitelle e le anziane signore erano considerate le sospettate principali del reato di stregoneria. Proprio questa categoria era solita prendersi cura di più gatti e quindi l'associazione tra il gatto ed il male. Il colore nero deriva invece da una leggenda, secondo la quale in diavolo, quando fu cacciato dal paradiso è caduto in un rovo di more (di colore nero, appunto).

 

 

 


 

 

 

 

 

venerdiIL NUMERO 13 (... ed il 17). Nella mitologia Nordica, il demone Loki fu il tredicesimo ospite in un banchetto di soli dei. Il banchetto è finito in una violenta lite. Analogamente Giuda Iscariota è stato il tredicesimo apostolo nell'ultima cena. Per quanto riguarda il giorno di venerdì, molto probabilmente è dovuta al fatto che Gesù Cristo, fu crocefisso di venerdì. Il numero 17, invece, è legato alle scritte sulle pietre tombali dell'antica roma: VIXI (ho vissuto). Anagrammando questa parola si arriva al numero romani XVII, ossia 17.

 

 

 

 

 

 

 

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