Martedì, 19 Settembre 2017

CharlieCharlie è ormai superato. Ecco perché si tratta DI UNA BUFALA.

Solo qualche settimana fa #CharlieCharlie era un fenomeno virale. Tutti volevano conoscere qualcosa in più dello spirito messicano ma altrettanti avevano paura di provare il famoso gioco. Era soltanto suggestione o c'è un fondo di verità?

 

 

(La sfida di) CharlieCharlie consiste nell'incrociare due matite in modo che quella superiore possa girare liberamente e poggiarle su di un foglio di carta dove sono scritte alcune semplici risposte come "si" e "no". Una versione molto semplificata della più famosa tavola ouija. Una volta invocato il demone e posta una domanda la matita in alto dovrebbe girare ed indicare con la punta la risposta fornita dall'entità evocata. Non ci sono tracce su internet di chi o cosa fosse questo demone messicano, ma pare che il gioco esista già da qualche annom sebbene sia diventato popolare soltanto il mese scorso. Per invitare Charlie a presenziare basta recitare la ormai celebre "Charlie Charlie, vuoi giocare?".

MA È DAVVERO CHARLIE O QUALUNQUE ALTRO DEMONE A MUOVERE LA MATITA? Naturalmente no. Puoddarsi che questo gioco sia addirittura più impressionante della tavola OuiJa perché all'apparenza nessuno tocca la matita che si muove ma la probabilità che sia "merito" di una qualche entità paranormale è nulla. Ben più realistica è l'ipotesi che la matita si muova a causa di un equilibrio molto precario e che la gravità tenti di ripristinare naturalmente i giusti bilanciamenti. In condizioni di equilibrio precario di superfici lisce (quali sono le matite) è sufficiente che il tavolo sia anche leggermente inclinato o un debolissimo spostamento d'aria a spingere la matita a girare.  Spesse volte, addirittura, le matite sono anche posizionate in maniera poco accurata dai giocatori. Questa teoria servirebbe anche a spiegare come mai le risposte sono generalmente semplici e precise (si o no). Provate ad indicare più lettere sul foglio di carta e sfidate CharlieCharlie a scrivere frasi di senso compiuto, muovendo la matita. Provate ad incrociare le due matite senza metterle su un foglio di carta con le risposte e soprattutto senza la formula di evocazione e vedrete che la matita ruoterà comunque. In più, il suggestivo gesto di buttare a terra le matite, dopo la fine del gioco, serve con ogni probabilità ad evitare che i giocatori le vedano muoversi in situazioni "normali", facendo svanire la "Sospensione dell'Incredulità". 

Ma allora come mai nei video accadono "cose strane" se non si saluta Charlie al termine dell'evocazione? 

Il gioco vuole che prima di congedarsi dallo spirito messicano si debba chiedere il suo permesso: "Charlie Charlie possiamo smettere?" ed aspettare una sua risposta affermativa. Se si interrompe la comunicazione senza consenso o senza saluto, narra la leggenda, lo spirito rimarrà legato a noi per tormentarci. Dopo aver giocato a CharlieCharlie, il cervello entra in uno stato di allerta ed è quindi estremamente sensibile e sovraeccitabile. Si innesca dunque il meccanismo del "Combatti o fuggi" nel quale il cervello è in allerta, attento ad ogni minimo rumore. È una situazione analoga a quando ci troviamo in casa, da soli e al buio; qualunque rumore rappresenta un pericolo o una anomalia. 

Che aspetto ha Charlie? Anche qui, i pareri discordanti avvicinano sempre più lo spirito ad una leggenda metropolitana. Alcuni infatti sostengono si tratti di un bambino morto suicida, altri invece lo dipingono come un demone dagli occhi rossi e neri.

 

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