“Lu Lauru”, “Lu Laurieddhu” o “Lu Municeddhu”, a seconda di come veniva chiamato nelle varie zone del Salento. Si tratta di uno spirito elementale, cioè degli elementi, molto simile allo Hobbit di Tolkien. Questa credenza non andava giù alla Chiesa e la usò per “spaventare” la popolazione sulle conseguenze di un cammino “non cristiano”. La Chiesa asservia che “Lu Laurieddhu” fosse lo spirito di un bimbo morto senza battesimo, ma questa figura era presente nel folklore ben prima della comparsa del Cristianesimo.

Questo essere è quindi descritto come un bambino o anche come un omino brutto e peloso, delle dimensioni di un bambino di circa tre anni, con un abito color tabacco, scalzo e con un cappello a punta in testa. A dispetto delle piccole dimensioni, Lu Lauru è molto forte e pesante. Ama sedersi sulla pancia o sul petto di chi dorme, guastandogli il sonno.

È uno spirito molto dispettoso anche con gli animali. Si dice ad esempio che
durante la notte si introduca nelle stalle per intrecciare le criniere dei cavalli in nodi che poi, per essere sciolti, richiedono tempo e pazienza.

In Toscana è chiamato Baffardello e pare che viva nelle vicinanze delle case coloniche o in prossimità di scuderie e stalle.