Il Ryugu-jo, nella mitologia giapponese, è il palazzo sottomarino del Ryujin, il Drago Dio del mare. Questo palazzo è costruito con coralli rossi e bianchi o, secondo altre leggende, da cristallo solido. I residenti del palazzo, sono creature marine e sono i servitori di Ryūjin. Su ognuno dei quattro lati del palazzo c’è una stagione diversa e un giorno all’interno del palazzo è pari ad un secolo di fuori dei suoi confini.

Nella religione Shintoista, Ryujin è un dio del mare. Ha l’aspetto di un enorme drago marino e con un solo battito di ali può scatenare violentissime tempeste, ma questo solo se qualcuno lo fa adirare.

Un’illustrazione del XIX secolo del Ryujin. Qui egli sta inseguendo la principessa Tamatori. (Museo Nazionale, Varsavia)

Ryujin (conosciuto anche come Ryu-o) è il Re Dragone, Dio del mare e maestro dei serpenti nella mitologia giapponese. Con i suoi gioielli magici è responsabile delle maree e rappresenta sia i pericoli che la generosità del mare e quindi era molto importante per un’antica nazione insulare come è il Giappone. Ryujin è spesso associato (o considerato lo stesso) a Owatatsumi-no-kami, un’altra divinità dell’acqua o Shinto kami (spirito), meglio conosciuto come Watatsumi. Watatsumi avrebbe una profonda onoscienza della medicina, sarebbe considerato portatore della pioggia del tuono.

Ryujin è uno degli otto Re Dragoni originariamente importati dalla mitologia indiana attraverso la Cina e la Corea. È il signore del mare e dei serpenti, che erano considerati dagli antichi giapponesi come una specie di draghi. I serpenti erano anche considerati i messaggeri di Ryujin e fornivano al Re dei draghi un collegamento con il mondo esterno rispetto alla sua residenza (in un palazzo sotto il mare o nel lago di un vulcano estinto). Le profondità del lago Biwa, a nord-est di Kyoto, sono spesso citate come la casa di Ryujin. Si pensa che Ryujin appaia nei sogni della gente specialmente poco prima del momento del risveglio. Il Dio del Mare ha anche un pratico dispensario di medicinali utili, specialmente quelli che possono garantire una lunga vita.

Il Dio ha santuari in tutto il Giappone e in particolare nelle zone rurali dove la pesca e le piogge per l’agricoltura sono così importanti per le comunità locali. Nell’arte, Ryujin è in genere raffigurato come un drago marino o un serpente gigante. Può indossare un gioiello magico rotondo che rappresenta il potere e la monarchia in Giappone e con il quale il dio può controllare le maree.

Ryujin è un protagonista in molti miti giapponesi ma, riflettendo la natura volubile del mare, può essere una forza sinistra o un buon governante che aiuta gli eroi in difficoltà. Nelle vesti di Watatsumi, ad esempio, ha aiutato Hoori contro il fratello dell’eroe Hoderi. Tuttavia, Ryujin rubò anche il gioiello che apparteneva a Kamatari, il fondatore del clan Fujiwara. Il gioiello fu recuperato solo dopo che la moglie di Kamatari si tuffò nel palazzo del dio sotto il mare e la riportò indietro, annegando tragicamente nell’impresa.

In un altro racconto, Ryujin ha donato un campanello (che in precedenza aveva rubato) all’eroe Tawara Toda in segno di gratitudine per aver salvato il suo palazzo da un terribile millepiedi il cui corpo “era così lungo che copriva un’intera montagna”. L’eroe-guerriero dell’XI secolo Tawara Toda era famoso per le sue abilità nel tiro con l’arco, ma per sconfiggere il terribile millepiedi dovette intingere la quarta e ultima freccia nella sua saliva. Altri doni fatti a Tawara Toda che sono attribuiti al Dio Serpente sono un enorme sacco di riso inesauribile, un calderone magico che poteva cucinare cibo senza la necessità di un fuoco e un rotolo infinito di broccato.

Un altro mito che riguarda il Re Dragone è quello del pescatore Urashimataro. Un giorno il pescatore vide alcuni bambini tormentare una tartaruga sulla spiaggia e li scacciò via. In segno di gratitudine, la tartaruga si offrì di portare Urashimataro in un viaggio per mare con comprensivo tour gratuito nel palazzo sottomarino di Ryujin. All’arrivo il pescatore fu festeggiato dalla figlia del Re Drago e, quando finalmente venne il momento di andare via, gli fu regalata una scatola di gioielli. Rientrato nel suo villaggio, Urashimataro vide che questo cambiato da quando se n’era andato, non riusciva nemmeno a trovare casa sua o la sua famiglia. Poi incontrò una vecchia signora che ricordava solo di aver sentito una storia quando era bambina. La storia parlava della misteriosa scomparsa di uno dei pescatori del villaggio. Inoltre, quando aprì il suo portagioie ne scaturì una nebbia che lo trasformò all’istante in un uomo molto anziano con una lunga barba bianca. Sul fondo della scatola c’era una singola piuma, e quando Urashimataro la prese in mano, fu trasformato in una gru, il simbolo della felicità, che poi volò via in direzione del lontano palazzo di Ryujin.