Molta gente sostiene di avere poter extrasensoriali. Ci sono sensitivi, medium, cartomanti, telepati, chiaroveggenti eccetera. Tuttavia queste molteplici categorie potrebbero essere racchiuse in una unica, in grado di contenerle tutte: la categoria degli illusionisti.

Mentre le persone normali apprendono fatti ed informazioni attraverso metodi tradizionali e scientificamente validi come semplici conversazioni, interazioni fisiche e osservazioni, i sensitivi sostengono di avere una rara capacità di conoscere le cose usando i poteri soprannaturali delle loro menti. A far leva sulle emozioni delle persone, poi, ci pensano quei soggetti che sostengono di poter parlare con i morti. «C’è un uomo qui vicino che mi dice di chiamarsi Giuseppe e di essere morto di una grave malattia. Ha sofferto tanto» dice il sensitivo di turno rivolgendosi ad una grossa platea e guarda caso, nel pubblico ci sarà qualcuno che si sente chiamato in causa. Come fa questo illusionista a sapere che tra il pubblico c’è il parente di un certo “Giuseppe” morto di un “brutto male”? Statistica. Statistica, tecniche di illusionismo e tanta, tanta supercazzola.

Dopo aver effettuato una velocissima ricerca, secondo il sito web NOMIX.IT i nomi più comuni in Italia sarebbero “Giuseppe” e “Maria” (Sigh!). Ecco che un illusionista che avrà certamente ben preparato il suo numero si sarà documentato molto meglio di me, che ho scritto due parole su Google.

Per quanto riguarda invece il “Brutto Male”, è piuttosto ovvio riferirsi al tumore (con la stessa tecnica si dirà “Prostata” per Giuseppe e “Mammella” per Maria), ma anche l’infarto è nella Top-Ten delle cause di morte in Italia.

Per il resto “basta improvvisare”. Tra virgolette perché può non essere semplice, l’improvvisazione. Stiamo tuttavia parlando di persone che campano di questo mestiere. Spettacoli, donazioni, libri, comparsate e chi più ne ha, più ne metta. Una delle cose più frequenti che uno di questi soggetti dice, quando la “vittima” non risponde alle sue sparate a caso è: “Non sai di nessun Giuseppe morto di cancro alla prostata nella tua famiglia? Eppure lui è qui e ti riconosce. Prova a chiedere ai tuoi famigliari, magari loro potranno dirti qualcosa su di lui.”.

Ecco che allargando il numero di persone coinvolte, naturalmente le probabilità di trovare un “Giuseppe” morto di cancro alla prostata aumentano. Poi magari è solo cancro, la prostata non c’entra, “ma forse Giuseppe aveva altri problemi alle vie urinarie e mi ha fatto confondere o s’è confuso lui”.

A ben pensarci, tuttavia, il sensitivo non fa alto che indovinare cose sul nostro conto raccontando poi che è stato un nostro parente o un nostro amico deceduto a suggerirgliele seduta stante. Per arrivare a questo risultato si usano due metodi, definiti COLD READING, lettura a freddo e HOT READING, lettura a caldo.

Bertram R. Forer

LA LETTURA A FREDDO è la capacità di ottenere informazioni da un estraneo senza che questo neanche si accorga di fornircele. Una dote da paraculi, più che da sensitivi. Ma come mettere in pratica una lettura a freddo? Ci sono svariate tecniche, la principale viene definita effetto Forer, dal nome dello psicologo che per la prima volta lo ha descritto sperimentalmente. L’effetto Barnum si basa sulla naturale tendenza delle persone ad assegnare significati personali e specifici a dichiarazioni o eventi generalizzati. Le idee possono essere presentate in modo tale che siano tanto banali da essere praticamente vere per tutti (ad esempio “sebbene tu sia una persona che ama circondarsi di amici, ci sono giorni, nei quali senti il bisogno di stare un po’ da solo”). Quando si è difronte ad un particolare gruppo demografico è possibile osare e calcare un po’ la mano diventando più specifici. In un gruppo di studenti, ad esempio, si potrebbero meglio trattare tematiche specifiche, come insicurezze intellettuali o questioni accademiche, che potrebbero non essere applicabili al pubblico in generale.

La potenzialità dell’effetto Forer risiede nella tendenza delle persone a non considerare queste affermazioni come semplici generalizzazioni bensì a cercare esempi specifici nelle loro vite che possano corrispondere all’affermazione del sensitivo, proiettando su di lui il merito di averci visto giusto.

Quel furbastro del professor Forer. Nel 1948, lo psicologo Bertram Forer diede un test di personalità ai suoi studenti. In base alle risposte date in questo test elaborò per ogni studente un’analisi della personalità. Invitò ciascuno di loro a valutare la sua analisi su una scala da 0 (molto scarsa) a 5 (eccellente) a seconda di come questa sua analisi fosse calzante. Il Prof ottenne un buon risultato. La media era di 4,26. Tuttavia Forer non analizzò un bel niente, limitandosi a dare a tutti lo stesso risultato:

Hai bisogno dell’approvazione di chi ti circonda, perché tendi ad essere troppo critico verso te stesso. Sebbene tu sia a conoscenza di avere alcuni punti deboli, generalmente sei in grado di compensarli. Hai una considerevole potenzialità che però tendi a non utilizzare. Dai l’impressione di essere calmo ed avere sempre la situazione sotto controllo ma in realtà nella tua intimità sei preoccupato e insicuro. A volte hai seri dubbi sul fatto che tu abbia preso la decisione giusta o fatto la cosa giusta. Sei uno spirito libero che ama sempre provare cose nuove e soffri quando vieni limitato nelle scelte o nella tua libertà di fare cose. Sei orgoglioso di te stesso come pensatore indipendente e non accetti le dichiarazioni degli altri senza che questi ti forniscano una prova soddisfacente. A volte sei estroverso, affabile e socievole, mentre altre volte sei introverso, diffidente e riservato. Alcune delle tue aspirazioni tendono ad essere piuttosto irrealistiche.


Forer per ottenere questo testo, non aveva studiato un bel niente. Aveva semplicemente messo insieme dei pezzi di oroscopo presi qua e la.

Altra tecnica per il metodo di LETTURA A FREDDO è quello definito Shotgunning: il TIRO A SEGNO.

John Edward è in grado di parlare con i morti?

Il tiro a segno è una tecnica che si basa sul fatto di scaricare rapidamente un’enorme quantità di informazioni per cogliere eventuali reazioni della “vittima”. Come un artigliere del diciannovesimo secolo, il sensitivo inizierà facendo un “tiro ad ampio raggio”, quindi perfezionando e calibrando rapidamente secondo uno schema basato sulle reazioni del soggetto. Non appena ottiene una reazione positiva, il sensitivo si concentra su questa. Uno dei più famosi utilizzatori del tiro a segno è John Edward che sostiene di poter parlare con i morti. Con un gran numero di persone riunite davanti a lui, è molto facile che tra di queste qualcuno abbia avuto parenti, genitori o conoscenti deceduti. Basandosi su questo, Edward può iniziare a bersagliare più o meno a caso, snocciolando le possibili relazioni: «Qualcuno qui vuole parlarti … è un amico, anzi no, è un familiare, tuo zio, o forse tua sorella, o tua nonna … sì, tua nonna!». E mentre le spara tutte valuta attentamente le risposte verbali o il linguaggio del corpo dei presenti. Tuttavia, questo metodo è una vera e propria arte. Bisogna essere bravi nel focalizzarsi su tutti i colpi andati a segno e proseguire bene in modo che tutti dimentichino rapidamente i precedenti tentativi falliti. Aiuta, naturalmente, avere a che fare con persone che soffrono e che sono quindi alla disperata ricerca di contatti e rassicurazioni da parte di qualcuno che hanno perso. Spesso anche la “vittima” tende ad ignorare i fallimenti del sensitivo tenendo in considerazione solo le ipotesi meglio riuscite.

Ci vuole furbizia per padroneggiare la tecnica del tiro a segno, in modo da trasformare un “colpo a vuoto” in un centro. Ad esempio, se il sensitivo descrive il trapassato come “nervoso” ma questa caratteristica non trova un riscontro nelle parole o nell’espressività della vittima, questi può aggiungere rapidamente che questo nervosismo è assai strano, dato che il contattato, quando era in vita, era solitamente calmo e pacato. La vittima allora annuirà felice.

Esempi di frasi utili al tiro al bersaglio possono essere:

  • Vedo un problema di cuore con una figura paterna nella tua famiglia, un padre, un nonno, uno zio, un cugino … Sto vedendo chiaramente un dolore al petto qui per una figura paterna nella tua famiglia.
  • Vedo una donna che non è una parente di sangue, qualcuno che era vicino a te nella tua fanciullezza, una zia, un’amica di tua madre, una matrigna. Ha qualcosa che non va al petto, cancro ai polmoni, malattie cardiache, cancro al seno …
  • Percepisco una figura maschile più anziana nella tua vita, che vuole che tu sappia che nonostante tutte le discussioni e le divergenze che avete avuto quando era ancora in vita, ti ha voluto sempre molto bene.
La sensitiva Sylvia Browne deceduta nel 2013

LA PESCA. La pesca è simile al tiro a segno ma è di fatto più metodica e lenta. Uno dei maggiori esponenti di questo metodo è stata Sylvia Browne (è deceduta nel 2013). La pesca inizia con un’ipotesi plausibile analizzando il pubblico. Quanti anni hanno? È probabile che stiano attraversando una transizione verso un cammino universitario o il pensionamento? Sono abbastanza grandi da avere genitori o nonni morti? Hanno una fede nuziale? Con alcune osservazioni di base il “lettore” può muoversi lentamente e rilasciare qualche esca come “Vedo qualcuno dietro di te, una persona anziana che non c’è più, forse tuo padre?”. Il sensitivo attende la risposta di una “vittima” che non rimarrà quasi mai in silenzio, ma rivelerà, volente o nolente, alcune informazioni. Se la vittima appare esitante, il pescatore si muoverà rapidamente usando la tecnica del fucile a pompa finché non si centrerà qualcosa. Una volta messo a segno un colpo, il pescatore può usare comuni informazioni statistiche: molte persone muoiono per patologie che interessano qualcosa nel loro petto (cuore, polmoni) o nell’intestino o nella gola. «Sta indicando il suo petto, forse anche lo stomaco o la gola, è morto per alcune complicazioni che coinvolgono una di quelle regioni?». Ogni volta che la vittima fornisce informazioni, il pescatore risponderà come se lo sapesse da sempre. Per esempio se la vittima avesse detto “sì, è morto per un attacco di cuore” il pesce dirà “oh sì, sta indicando il suo cuore”.

LUSINGHE E SESTO SENSO. Spesso, molto spesso la gente ha una profonda stima di se stessa e questo il para….psicologo lo sa benissimo. Lodare la “vittima” per la sua apertura mentale, per la sua lealtà morale, per la sua empatia .. ha l’ulteriore effetto di accrescere la fiducia verso il contattista e la vittima sarà più accondiscendente nei suoi confronti. A volte, i lettori utilizzano una variante speciale di questa tecnica accreditando ai soggetti in esame alcune abilità psichiche. Questo di solito viene fatto offrendo aneddoti vissuti da molte persone (come ricevere una telefonata da qualcuno a cui hai appena pensato), che il soggetto interpreterà come una prova dell’esistenza del sesto senso ed il fatto di condividere un po’ di quel potere creerà una sorta di feeling tra il parapsicologo e la vittima.