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Suppongo sia inutile spiegarvi cosa sia la “Tavola OuiJa”. Quella cosa che serve a comunicare con “il mondo dei morti”, molto spesso utilizzata nei film horror … Quella cosa pericolosissima che se usata in maniera scorretta potrebbe lasciare porte aperte tra questo mondo e quell’altro …

Queste tavole sono passate nel tempo da dispostivi  medianici, a giocattoli per poi diventare veri e propri strumenti del diavolo. Il concetto di funzionamento di una tavola OuiJa (nome che deriva dalla parola “si” in francese e tedesco), è piuttosto semplice. Un puntatore di forma triangolare, chiamato planchette è poggiato su una tavola dove sono scritte lettere dell’alfabeto ed alcune parole complete come “Si”, “No” ed “Arrivederci”. Da solo o con altre persona, bisogna poggiare leggermente le dita sulla planchette così che lo spirito contattato, attraverso l’energia del vostro corpo possa spostare questo puntatore sulle lettere per rispondere alle vostre domande, fin quando lui o voi non decidiate di salutarlo chiudendo la comunicazione. Ebbene, molte storie cominciano così … e finiscono con uno spirito che proprio non vuole andarsene e che anzi si impossesserà dello sprovveduto utilizzatore, soprattutto se userà la tavola da solo (e qui già ci torna in mente L’ESORCISTA di W.P.Blatty).

Ma a muovere la planchette non è uno spirito ma siamo noi stessi, anche se in maniera del tutto inconsapevole. Si chiama effetto ideomotorio, ossia  il tuo cervello segnala al tuo corpo di muoversi senza la tua volontà. Hai mai sognato di cadere nel vuoto e svegliarti muovendo bruscamente le gambe? Eccone un esempio eclatante di effetto ideomotorio. L’ovvia differenza è che quando questo effetto ideomotorio si verifica quando sei sveglio, i movimenti che fai sono molto più leggeri. Nel caso in questione, siamo noi stessi che rispondiamo inconsciamente alle nostre domande, muovendo la placchetta sulle lettere giuste a formare una parola, una frase di senso compiuto. A riprova di tale tesi ci sono test che hanno dimostrato che praticare con la tavola OuiJa mentre si è bendati, porta ad avere come risultato parole incoerenti e senza senso. Se davvero ci fosse un fantasma accanto a noi, questi sarebbe capace di muovere la planchette sulle lettere giuste e invece, giocando bendati si ottengono solo lettere a caso. In sostanza più un soggetto è convinto di non avere controllo sulla planchette, più darà libero spazio ai movimenti inconsci. Quando poi a giocare sono più persone, i messaggi ricevuti saranno quindi ancora più bizzarri perché si mischierà insieme l’inconscio di tutti. Ma a questo punto, la tavole OuiJa non potrebbe essere uno strumento psicologico più che demoniaco? Assolutamente si.

Uno studio pubblicato ormai nel 2012, ha evidenziato che

L’effetto potrebbe rendere la tavola Ouija uno strumento efficace sfruttare il subconscio. In questo studio, l’uso della tavola Ouija permetteva ai soggetti di richiamare informazioni fattuali con maggiore accuratezza rispetto a quando non stavano usando la tavola. Ai partecipanti è stato chiesto di rispondere a una serie di domande “si / no” chiedendo loro se erano convinti della loro risposta o se stavano semplicemente tirando ad indovinare. In seguito, essi sono stati sottoposti ad un altro giro di domande ma questa volta con l’ausilio di una una tavola Ouija per indicare “sì” o “no”, ancora una volta valutando il loro livello di confidenza nelle loro risposte. Le volte che i partecipanti erano CONVINTI della loro risposta era maggiore con la tavola OuiJa che senza. Ma i ricercatori non solo credono che la tavola Ouija possa essere un ausilio alla psicoterapia, ma anche che potrebbe portare a intuizioni sull’esordio precoce dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative.

In sostanza La tavola OuiJa sarebbe si uno strumento di comunicazione, ma proprio di questo mondo. Ma … ironia della sorte è proprio il “paranormale”, o meglio il bisogno di paranormale ad alimentare questo effetto. Chi crede fermamente nei fantasmi, nell’aldilà o in altre pseudoscienzepotrà godere di effetti ideomotori molto più spiccati.

 

Quali sono altri “prodigi” che possono essere spiegati con l’effetto Ideomotorio?

Sono molte le stranezze collegate all’aldilà e ai superpoteri che possono essere ricondotte all’effetto ideomotorio. Basti pensare alle possessioni demoniache, dove il soggetto compie azioni “contro la sua volontà” o a quelli che hanno il dono della scrittura automatica (scrivere quello che i morti “dettano”).

La rabdomanzia è un altro esempio dell’effetto ideomotorio. La pratica, il cui scopo dichiarato è quello di trovare l’acqua o altre cose che si trovano sottoterra o nascoste da qualche parte, implica di tenere  in mano un dispositivo speciale (una bacchetta da rabdomante o una bacchetta da divinazione) e lasciare che l’effetto ideomoterio induca la tua mano a puntare “misteriosamente” la posizione dell’oggetto dei desideri. Questi dispositivi sono stati scientificamente testati e smentiti ancora e ancora, ma ciò non ha impedito ai loro utilizzatori di dichiarare falsamente di poter rilevare tutto, dall’oro alle malattie del fegato e dall’epatite alle “radiazioni nocive della terra”. Nel 2013, un ciarlatano è stato condannato per la vendita quasi 70 milioni di dollari in finti rilevatori di bombe alla polizia irachena.