È un argomento molto delicato, tant’è che quando ho letto su Facebook l’affermazione che l’accaduto si trattasse di un falso montato ad hoc mi è parso strano e sono andato a verificare. Deplorevoli le accuse di imbroglio sulla foto dei bambini morti in mare.

La situazione è questa: Oscar Camps («Fondatore di “Proactiva Open Arms” Attivista per convinzione. Senza dogmi, massime o credenze. Mi fido dell’umanità, nonostante tutto.»), nel suo PROFILO TWITTER pubblica in data 29 giugno, alle otto del mattino un tweet tragico nel quale si da notizia, attraverso un VIDEO, di una tragedia in mare, rivolgendosi direttamente all’attuale Ministro Dell’Interno Matteo Salvini: «Oggi 100 persone sono morte affogate, tra di loro 3 bambini. Ma non preoccuparti, Salvini, non erano italiani! Solo “carne umana“». Inutile dire che la notizia desta molto scalpore e gli animi sui social (sic!) si infiammano. Le immagini arrivano solo qualche giorno dopo che alcuni bambini avevano perso la vita in mare e questa nuova tragedia getta benzina sul fuoco. Tuttavia, nello stesso giorno e con un secondo tweet, Oscar Camps precisa che si è trattato di una messinscena: «Le persone nel video sono solo dottori, giornalisti, eurodeputati e volontari in un atto di protesta. Le vittime della verità sono in questo twit. Senza vergogna nel Consiglio europeo, il punto 3 delle ONG non interferirà con le azioni della “Guardia costiera” libica». C’era davvero bisogno di una precisazione? Si e no. Si, perché purtroppo non tutti sappiamo cogliere delle provocazioni, non tutti abbiamo uno spirito critico sufficientemente sviluppato e si, perché viviamo nell’era delle Fake News ed è facile che qualcuno possa strumentalizzare. NO perché il video postato dal Signor Camps è chiaramente una messinscena. I “naufraghi” sono chiaramente caucasici e quasi tutti dotati di salvagente. Molti addirittura muovono le gambe per tenersi a galla, cosa che un cadavere non può, ovviamente, fare.  Il pericolo è dunque che venga frainteso quale sia il video fake, falso. L’unico video “falso” postato è questo.

La precisazione e la sua diffusione sono doverose perché il rischio di far confusione con un fatto accaduto pochi giorni prima è concreto. La morte in mare di 100 persone, tre delle quali bambini. Un fotomontaggio mal riuscito e di pessimo gusto voleva dare a bere che fosse tutta una montatura creata in studio. Senza spingersi troppo oltre con analisi fotografiche e perizie tecniche, anche un neofita noterebbe come le figure della prima foto sono scontornate in maniera netta, con un contrasto del tutto bislacco nel contesto della foto (lo studio) dove sono state appiccicate ma soprattutto senza un mezzo adatto a creare eventualmente l’effetto: un Green-Screen.