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Abbiamo installato l’app IMMUNI. Ecco a cosa vi troverete di fronte

Che abbiate un sistema Android o iOs per scaricare la tanto chiacchierata App IMMUNI dovete fare affidamento al vostro STORE ufficiale (Apple AppStore o Google PlayStore). Scaricare ed installare l’applicazione da siti esterni (soprattutto in caso di OS Android) potrebbe essere pericoloso. Questo vuol dire che già al momento dell’installazione state fornendo tutti i vostri dati di registrazione. Del resto avete fatto la stessa cosa anche quando avete scaricato quello stupidissimo gioco o la divertente App per modificare i vostri selfie e farvi apparire più fighi o più anziani.

Al primo avvio

Dopo la fugace apparizione di un logo ci troviamo davanti alla schermata con i disegni di un uomo ed una donna dalla testa piccolissima con dei pessimi gusti in fatto di moda (e di acconciatura).

Ciao!
Con il contributi di tutti, immuni aiuta a contenere il virus e a tornare il prima possibile alla normalità.

Uno “Swipe” da destra a sinistra ci fa tirare un sospiro di sollievo. La testa dei due personaggi è cresciuta, seppur di poco. Nessuna buona nuova per il loro gusto nell’abbigliarsi. Cambiano i vestiti ma nulla di emozionante.

Immuni si prende cura di te.
Se sei entrato in contatto con un utente in seguito risultato positivo al virus, Immuni ti avverte e ti fornisce indicazioni per proteggere la tua salute e quella dei tuoi cari

Altro Swipe da destra a sinistra.

Ma cosa è successo all’immagine sessista?

Immuni App, critiche per l'immagine "sessista" - Webnews
L’App Immuni conteneva immagini SESSISTE! L’uomo era su YouPorn mentre la donna badava ai figli

Insomma l’immagine dell’uomo che non fa nulla in casa ha fatto incavolare un bel po’ il movimento del Politicamente Corretto e quindi, quelli della Bending Spoons (la Software House che ha sviluppato l’applicazione) ha ribaltato i ruoli.

Nell’aggiornamento di IMMUNI, l’uomo non è più su YouPorn ma tiene vicino suo figlio (o sua figlia) al seno, mentre la mamma è al computer a leggere il Blog de “La Prova Del Cuoco”.

Rallentiamo l’epidemia
Gli utenti che scoprono di essere stati esposti al virus possono isolarsi, rallentando così la diffusione del virus e accelerando il ritorno alla vita normale

La tua privacy è tutelata

L’app funziona senza seguire i tuoi spostamenti e senza conoscere la tua identità o qulla della persone con cui entri in contatto

Toccando la scritta “Scopri di più” ci viene spiegato come funziona “Immuni” in senso tecnico.

Come funziona Immuni?

“Se scarichi Immuni, cancella il mio numero dalla tua rubrica”

In realtà IMMUNI rispetta la tua privacy forse anche più di quanto non lo faccia una qualsiasi App. Dal momento dell’installazione il tuo telefono diventa un “numero”, un codice, naturalmente univoco e segreto. Per rendere maggiormente sicura l’applicazione, quelli della Bending Spoon hanno previsto un continuo cambio di codice, “anche diverse volte ogni ora”.

Incrociando un altro telefono con l’app installata, i due telefoni si scambieranno i rispettivi codici via bluetooth ma senza inviare dati sensibili o posizione GPS.

Nel caso che un utente dovesse in seguito scoprirsi positivo al coronavirus, può decidere di inviare i propri codici ad un server centrale (un “cervellone elettronico” lo chiamerebbero i nostri nonni). In questo caso il nostro telefono “saprebbe” se siamo passati vicino ad una persona che magari era infetta e non lo sapeva ancora, così da inviarci un segnale d’allarme.

Iniziamo

Facendo “tap” su “Iniziamo”, Immuni tiene di nuovo a tranquillizzarci in merito alla privacy.

  • Immuni NON raccoglie il tuo nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o email
  • Immuni NON può risalire alla tua identità o a quella delle persone con cui entri in contatto
  • Immuni NON raccoglie alcun dato di geo localizzazione, inclusi i dati del GPS. I tuoi spostamenti NON sono tracciati in alcun modo
  • I dati salvati sul tuo smartphone e le connessioni al server sono cifrati
  • Per aiutare il Servizio Sanitario Nazionale a prendersi cura di te, Immuni invia al server del Ministero Della Salute: la tua provincia di domicilio, se l’app funziona regolarmente, se sei stato avvertito di un contatto a rischio
  • I tuoi dati sono salvati su server in Italia, sono gestiti da soggetti pubblici e controllati dal Ministero della Salute.
  • Tutti i tuoi dati sono eliminati quando non più necessari e in ogni caso non più tardi del 31 dicembre 2020

A questo punto bisogna dare conferma di avere più di 14 anni e di aver letto l’informativa sulla privacy e si può proseguire.

Alcune domande

Che interfaccia avrà l’App Immuni? Ce l’avrà un interfaccia? È ancora troppo presto per saperlo. Una volta accettate le condizioni d’uso, bisogna rispondere ad alcune domande.

In che regione vivi? In che provincia vivi?

Una volta risposto a queste due domande, veniamo a sapere che in effetti, una certa interfaccia l’app ce l’avrà. Dobbiamo infatti abilitare “Immuni” ad usare il bluetooth. Facoltà che potremo togliere in seguito “dalla schermata principale”.

Ma che palle!

Non ci siamo ancora. Immuni ci da un ultima possibilità di ripensarci. Vogliamo DAVVERO abilitare “la raccolta di log e le notifiche di esposizione al COVID-19” ?

A meno che non esca un altra finestra con scritto” Sicuro sicuro?” dovremmo esserci

Come non detto.

adesso dobbiamo dare il consenso a ricevere notifiche “in caso di necessità”. Anche questa volta, Immuni vuole un doppio consenso.

Adesso è la volta dei consigli. Immuni ci dice che dovremmo impostare un segretissimo codice di sblocco sul dispositivo per evitare che altre persone utilizzino il nostro cellulare.

Come se non sapessimo già che un coniuge geloso è più pericoloso e mortale di qualsiasi virus.

Immuni ci tiene a ricordarci che l’unico modo con cui “comunicherà” con noi sarà l’applicazione e bisogna quindi diffidare da sms e telefonate.

Niente da fare. Immuni ha voglia di chiacchierare. Questa volta ci racconta che siamo in fase di sperimentazione e che saremo avvisati solo se appartenenti ad una delle ASL della Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia.

Configurazione completata

Ordunque, il servizio è attivo. Immuni è attivo, anche quando l’app è chiusa.

L’interfaccia è in effetti molto semplice. Alcuni testi informativi da leggere e poco altro. Poco altro come il tasto IMPOSTAZIONI che ci servirà per la cosa più importante: segnalare la nostra positività.

Sono positivo. Che faccio con IMMUNI?

Bisogna andare su impostazioni – che nella versione per iPhone è in basso a destra e poi scegliere “caricamento dati”.

A questo punto vedremo comparire sullo schermo il nostro codice temporaneo e la procedura si trasformerà da automatizzata in … umanizzata. Premendo sul tasto “verifica” saremo messi in contatto con un operatore sanitario autorizzato. Ed è proprio qui, alla soglia del reato penale che noi di PareStrano, non essendo positivi, ci fermiamo.

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