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Akitu, Il Capodanno Babilonese

Akitu: la festa del capodanno babilonese per onorare il dio supremo Marduk, il suo principe ereditario Nabû e altri dei.

Atiku Capodanno Babilonese

Il nome Akitu è molto antico. Nel terzo millennio a.C., la popolazione sumera della Mesopotamia meridionale celebrava l’á-ki-ti-še-gur-ku, la festa della semina dell’orzo. Questa festa si celebrava nel primo mese dell’anno, cioè nel periodo a cavallo dei nostri mesi di marzo e aprile. Nel calendario babilonese questo mese era conosciuto come Nisannu (e nel moderno calendario ebraico è ancora chiamato Nisan). Poiché la festa veniva celebrata in quelli che erano i primi giorni dell’anno babilonese, è possibile definirla a tutti gli effetti come festa di Capodanno. Gli antichi babilonesi infatti si riferivano ad essa già come rêš šattim , ossia “inizio dell’anno“.

Una Festa Matrioska

La festa era in realtà un conglomerato di feste e si celebrava in due luoghi di Babilonia: nel tempio del dio supremo Marduk, l’Esagila , e nella “casa del nuovo anno” che si trovava a Borsippa, a nord di Babilonia. I due dei che erano al centro dei festeggiamenti erano Nabû e suo padre, il dio supremo Marduk, che nel primo millennio a.C. era chiamato solitamente ‘Bêl‘, Signore, perché il suo vero nome era considerato troppo santo per essere pronunciato dai mortali.

Il Calendario Delle Feste di Akitu

  • Il 4 di Nisannu, il sommo sacerdote dell’Esagila (šešgallu) apriva i festeggiamenti, annunciando che il nuovo anno era iniziato. Per la popolazione questo significava l’inizio di una settimana di vacanza. Lo stesso giorno il Re si recava al tempio di Nabû, dove il sommo sacerdote gli offriva lo scettro regale. Era quindi tempo di andare a Borsippa, una città 17 chilometri a valle di Babilonia, dove vi era La Casa Del Nuovo Anno, un tempio anch’esso dedicato a Nabû. Qui il Sommo Sacerdote passava la notte dopo aver recitato l’epopea della creazione babilonese (Enûma eliš). nella casa del nuovo anno.
  • Il 5 di Nisannu il Re faceva ritorno a Babilonia da Borsippa, accompagnato dalla statua di Nabû. La statua veniva lasciata in una delle otto porte di accesso alla città di Babilonia: la di Uraš. Il re era quindi atteso all’Esagila per salutare il Dio Marduk. Doveva farlo umilmente, deponendo le armi, la corona e lo scettro. Il šešgallu, Sommo Sacerdote, doveva quindi ascoltare le parole del re che dichiarava di non peccato contro Marduk. A questo punto il Sommo Sacerdote schiaffeggiava sulla guancia il Re, che doveva avere le lacrime agli occhi. Presumibilmente, si trattava di una punizione inflitta al Re per peccati commessi contro la sua volontà. In ginocchio davanti alla statua di Marduk, il re riceve quindi un oracolo sul glorioso futuro e gli vengono restituite le insegne reali. Al tramonto, il re e il šešgallu eseguivano un rituale non completamente compreso con un toro bianco.
  • Il 6 di Nisannu, la statua di Nabû faceva visita al tempio di Ninurta, dove sconfiggeva nemici rappresentati da statuette d’oro. Quindi, la statua proseguiva il cammino verso l’Esagila, dove veniva affiancata alla statua di Marduk. Nel frattempo, altre statue di altri Dei arrivarono a Babilonia.
  • Il 7 Nisannu le statue venivano lavate e vestite con abiti nuovi.
  • 8 di Nissanu. La festa raggiunge il culmine. Tutte le statue venivano portate fuori dalle loro stanze e mostrate al popolo babilonese. Tutti gli dei erano riuniti per onorare Marduk e il “parlamento“che annunciava la sua politica decisa per l’anno successivo. Le statue degli dei venivano portate quindi attraverso la città fino al fiume. Qui, salivano a bordo di una piccola flotta, che le portava alla casa del nuovo anno.

Canzoni ed Inni frivoli

Durante i festeggiamenti, la gente era solita cantare tutti i tipi di canzoni. Vi erano frivoli inni alla dea della sessualità e dell’amore Ištar, una canzone in cui il padre di Marduk, Enlil, veniva definito come un dio che viveva nelle fogne, e una canzone in cui si chiedeva agli dei perché non fossero nei loro templi. Gli dei rispondevano dovevano stare con Marduk.

Non si sa cosa accadeva nella casa del nuovo anno il 9 e il 10 di Nisannu, ma sembra che il Re facesse sacrifici e che il bottino di guerra fosse presentato agli dei.

  • L’11 Nisannu, gli dei tornavano all’Esagila.

La festa di Akitu continuò per secoli, e non solo a Babilonia. A Palmira, il tempio di Baal è stato inaugurato nella stessa data di Akitu. All’inizio del III secolo dC, era ancora celebrato a Emessa in Siria, per onorare il dio Elagabal. L’imperatore romano Eliogabalo (218-222) introdusse addirittura la festa in Italia.

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