San Valentino

Cartoline di San Valentino dell’epoca vittoriana. Le ‘Vinegar’ erano cattive ed offensive.

In epoca vittoriana, e nel XX secolo, gli innamorati si scambiavano elaborati biglietti di San Valentino con bordi in pizzo, per esprimere alla persona amata, tutto il loro amore e devozione. Per coloro che non ricambiavano e che anzi volvano respingere una volta per tutte le attenzioni di qualcuno, c’erano le terribili e cattive cartoline Vinegard.

C’erano cartoline vinegard per quasi tutte le categorie di persone sgradite: dai fastidiosi venditori ai prepotenti datori di lavoro e avversari di ogni genere. Le cartoline potevano essere inviate a bugiardi, imbroglioni, amanti indesiderati e alcolisti, mentre alcune Vingard prendevano in giro professioni specifiche. I loro disegni grotteschi e stereotipati potevano arrivare a prendere in giro gli attributi fisici di un destinatario, la mancanza di un partner matrimoniale o il caratteraccio della vittima.

Anche le suffragette furono prese di mira quando il movimento del suffragio femminile prese slancio. «I biglietti volevano sottolineare spesso carenze morali delle donne. Forse in alcuni casi si sperava che avrebbero indotto un cambiamento nel comportamento, ma in molti casi il loro obiettivo era semplicemente quello di rimproverare o addirittura ferire», afferma Annabella Pollen, storica e ricercatrice.

Purtroppo, nello specifico, non si conoscono molto bene le Vinegard di San Valentino perché sono sopravvissute pochissimi. «Ci sono resoconti autobiografici che raccontano che i destinatari le hanno strappate o bruciate dalla vergogna di averne ricevute. La maggior parte degli esemplari sopravvissuti sono cartoline non inviate trovate nelle raccolte di tipografie e cartolerie», spiega Pollen.

Poiché spedite anonimamente, la maggior parte dei mittenti di Vinegard di San Valentino ha avuto poche ripercussioni. Aggiungendo la beffa al danno, i mittenti solitamente non pagato il costo dell’affrancatura. Insomma, non solo le cartoline contenevano offese ed ingiurie, ma venivano spedite anche in contrassegno, a carico quindi del destinatario!

Pollen sostiene che ai giorni d’oggi esiste un equivalente moderno di queste cartoline: il troll dei social media.

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