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Davvero un soldato cerca di portare via un asino dal campo minato?

Ricordate questa foto su Facebook? La storia del soldato in un campo minato ...

Una foto sta girando, come sempre su Facebook, con una didascalia forte che porta il lettore a riflettere sulle proprie azioni, proprio in questi giorni di pandemia, quando le azioni sconsiderate di uno (violare la quarantena) potrebbero causare danni a molta altra gente (veicolare infezione).

Si tratta di una fotografia in un certo senso divertente, senza dubbio insolita. È la foto di quello che sembra essere un soldato che trasporta un asino sulla schiena è stata diffusa nel marzo 2020 durante la pandemia di coronavirus COVID-19. L’immagine rappresenta una sorta di parabola sulla necessità di impedire alle persone ignare del pericolo di arrecare danno agli altri proprio a causa della loro ignoranza. La didascalia che accompagna la fotografia afferma che l’immagine risalga alla seconda guerra mondiale e mostra un soldato che trasporta sulle spalle un asino al fine di impedirgli di calpestare inavvertitamente mine antiuomo uccidendo molta gente vicina all’esplosione.

Uno dei tanti testi utilizzati come didascalia alla foto:

Questo soldato porta sulle spalle il suo asino, lo fa perché è su un campo minato, se l’asino andasse in giro liberamente, salterebbero tutti quanti in aria.

Per quanto saggia possa apparire questa analogia, il fatto non racconta quanto immortalato nell’immagine. Questo scatto nulla a che fare con la seconda guerra mondiale, o le mine antiuomo, o qualsiasi pericolo che l’asino avrebbe potuto rappresentare per i soldati se fosse stato autorizzato a correre libero.

L’immagine in realtà risale al 1958, durante la guerra algerina (una guerra per l’indipendenza condotta contro le forze francesi in Algeria). Un asino affamato era stato salvato da un membro della Legione straniera francese che lo ha riportato alla base, dove l’animale è stato curato e nutrito. “Bambi”, questo il nome scelto dai soldati per l’animale, fu adottato come mascotte – così come descritto dell’autore Douglas Porch in un suo libro del 1991:

Da “The French Foreign Legion: A Complete History of the Legendary Fighting Force” di Douglas Porch:

Nel 1958 la Legione ha ricevuto un certificato di merito dall’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals e un analogo riconoscimento da parte della RSPCA di Londra, dopo che un legionario del 13 ° DBLE [13a Demi-Brigata della Legione Straniera] ha salvato un asino affamato riportandolo alla base dove, ribattezzato Bambi, servì l’unità come mascotte.

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