Il Caso "George Floyd"

Due dei quattro agenti coinvolti nel “Caso Floyd” erano avvezzi alla violenza

L’agente di polizia di Minneapolis Derek Chauvin, mostrato in un video con il ginocchio sul collo di un implorante George Floyd e il suo collega che stava li in piedi a guardare la scena, sono stati entrambi già coinvolti in passato in situazioni che hanno richiesto l’uso della forza.

Derek Chauvin, è stato identificato come l’agente mette a terra Floyd nel video ora virale. Floyd implora l’agente di lasciarlo andare perché non può respirare. Lo ripete più volte al poliziotto, che però non molla la presa e così, Floyd prima perde conoscenza e poi muore.

Chauvin, 44 anni, è un veterano del dipartimento con alle spalle 19 anni di servizio. I registri dei dipartimenti e diversi resoconti testimoniano che durante la sua carriera, Chauvin è stato coinvolto in diverse sparatorie della polizia.

Nel 2008, Chauvin sparò e ferì Ira Latrell Toles durante un intervento per violenze domestiche. Secondo un articolo del Pioneer Press del 2011, Chauvin e altri ufficiali si presentarono in un appartamento nel sud di Minneapolis poco prima delle 2 del mattino. Toles prese la pistola di un ufficiale e Chauvin gli sparò all’addome.

L’altro poliziotto identificato nel video è Tou Thao.

Nel 2017, Lamar Ferguson ha citato in giudizio Thao e un altro ufficiale, Robert Thunder, per uso eccessivo della forza.

Secondo il racconto di Ferguson, lui e una donna incinta di otto mesi stavano tornando a casa quando Thao e Thunder li hanno fermati e perquisiti senza motivo. Gli ufficiali hanno quindi ammanettato Ferguson e Thao lo ha gettato a terra. Lo stesso Thao avrebbe cominciato a prenderlo a pugni, mentre Thunder lo prendeva a calci, questo almeno secondo le accuse.

Gli agenti hanno in seguito portato Ferguson in ospedale per cure mediche. Successivamente, hanno scortato Ferguson in prigione. Ferguson indossava solo la biancheria intima e una maglietta, ma gli agenti hanno respinto le richieste del personale ospedaliero che gli fosse almeno permesso di vestirsi completamente.

Nella sua deposizione, Thao ha dichiarato di aver arrestato Ferguson per via di un mandato di arresto in sospeso. Ha ammesso di aver preso a pugni Ferguson ma «solo dopo che una delle sue mani è scivolata fuori dalle manette»

«Ha provato a fuggire» ha aggiunto Thao. «Mi ha messo le mani addosso spintonandomi. A quel punto stava opponendo resistenza e non ho avuto altra scelta che prenderlo a pugni. Dopo – a questo punto resiste attivamente all’arresto. L’agente Thunder mi ha dato una mano a placarlo»

Il caso si è risolto in via extragiudiziale con un risarcimento di 25.000 dollari, secondo Seth Leventhal, uno degli avvocati di Ferguson.

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