Chernobyl

Il terribile primo maggio 1986 dell’Unione Sovietica.

Le celebrazioni del primo maggio erano una ricorrenza molto sentita in Unione Sovietica. Il primo maggio rappresenta la Giornata della Solidarietà tra i lavoratori, in occasione della quale, i proletari di tutto il mondo si univano alla rivoluzione contro il capitalismo.

Nel 1986, però, i grandi burocrati sovietici erano seriamente preoccupati. Il reattore Numero 4 della Centrale Atomica di Chernobyl era letteralmente esploso e i livelli di radiazioni erano saliti alle stelle. All’inizio l’URSS evitò di rendre ufficiale la notizia, poi ammise che c’erano stati alcuni problemi ad un reatore della centrale. Tuttavia la situazione era sotto controllo e il reattore sarebbe stato presto riparato e rimesso in funzione. Di fatto, il reattore non esisteva più. L’Unione Sovietica non poteva umiliarsi con il mondo occidentale ammettendo un così grave incidente e in più “era meglio non creare panico nella popolazione”. Ad ogni modo, laboratori al di fuoi della cortina di ferro stavano già registrano livelli di radioattività molto alti che da calcoli metereologici e dal tipo di radiazione, non poteva che provenire da reattori del tipo RBMK. Quelli progettati e realizzati in Unione Sovietica.

Ma il 30 aprile il vento cambia

Le celebrazioni del primo maggio riempivano le piazze ovunque nell’URSS. Proprio alla vigilia della festa il vento cambiò direzione e girò quasi a sud. Adesso i fumi che si alzavano dalla centrale di Chernobyl puntavano dritti sulla capitale ucraina di Kiev. Quando il sole stava per tramontare, cedendo il passo alla notte che avrebbe introdotto il mese di maggio, la radioaività registrata al centro di Kiev aveva raggiunto il livello di 2,2 milliröntgen all’ora. Centinaia di volte più elevato del normale.

Il ministero della Salute ucraino, di solito cinico e freddo, cominciò a preoccuparsi per la situazione. Valentin Zgurskij, il “sindaco” della città di Kiev, avendo lavorato in una fabbrica che produceva strumenti per la misura dei raggi gamma era consapevole dei rischi della radiazione. Zgurskij Cercò di convincere il primo segretario del Partito Comunista in Ucraina, Ščerbickij ,a cancellare il grande corteo del Primo Maggio che sarebbe dovuto passare per il centro della città. Ma il primo segretario si rifiutò. Disse che gli ordini arrivavano direttamente Mosca. Il corteo si sarebbe fatto, e tutte le massime autorità dovevano essere presenti per dimostrare che a Kiev non c’era pericolo.

Kiev è in festa

I preparativi erano cominciati presto, di mattina e le strade erano pronte e ben colorate di rosso. L’inizio delle celebrazioni era previsto alle 10 e a dare il via doveva essere, come di consueto, il primo segretario del Partito Comunista Ucraino. Mancavano pochi minuti all’inizio della festa ma Ščerbickij non era presente. Era una tradizione che le feste fossero avviate dal Primo Segretario e mai prima di allora Ščerbickij aveva tardato alla cerimonia. Nessuno voleva prendersi la responsabilità di dare inizio alle celebrazioni.

Finalmente il Primo Segretario arrivò e già prima di scendere dall’auto che lo aveva accompagnato si poteva notare che era arrabbiato. Era paonazzo in volto e rivolgendosi, probabilmente direttamente a Gorbačëv diceva che li, non era come a Mosca. La gente era molto più vicina al luogo dell’incidente. Poi fece partire il corteo. Le bandiere rosse sventolavano, i bambini facevano girotondi, giovani ragazze ballavano allegre e Ščerbickij sorrideva e salutava con la mano.

… e il vento cambia ancora.

Più tardi, il vento cambiò nuovamente direzione, spingendo il pennacchio radioattivo questa volta a nord, verso Mosca. Piloti sovietici si alzarono in volo, compirono ripetute missioni per cospargere le nuvole di ioduro d’argento, così da far condensare l’umidità delle nuvole in pioggia. Le missioni funzionarono e Mosca, la capitale fu risparmiata dalle radiazioni. Tuttavia, 300 chilometri più a sud gli agricoltori in Bielorussia ebbero centinaia di chilometri quadrati dei loro terreni fertili interessati da intensi piovaschi d’acqua nera.

La grande festa di Mosca era salva. Il corteo del Primo Maggio sfilò sulla Piazza Rossa proprio come accadeva ogni anno, nessuno dei cittadini sapeva nulla. Lavoratori di ogni parte dell’Unione Sovietica marciarono lungo i muri del mausoleo di Lenin, agitando garofani di carta e bandiere rosse soo lo sguardo di Gorbačëv e degli altri membri del Politburo.

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