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Influenza Spagnola. Il vaccino ha ucciso più dei fucili?

Una storia che nasce dagli Stati Uniti e proprio come un virus, muta da paese a paese, da social a social.

Torna anche se in salsa differente la storia di un vaccino mortale ai tempi dell’influenza spagnola.

L’affermazione secondo cui la pandemia di influenza del 1918 “fu il risultato della massiccia campagna di vaccinazione nazionale” è infondata. All’epoca, infatti, non esisteva ancora un vaccino contro l’influenza.

In un tempo in cui non c’erano ancora vaccini anti influenzali e antibiotici (per trattare le infezioni batteriche secondarie) gli unici modi per controllare un’epidemia dovevano per logica essere non farmaceutici.

Bisognava quindi prevenire il contagio con isolamento, quarantena, buona igiene personale, uso di disinfettanti per le superfici e limitazioni delle riunioni pubbliche.


Sebbene il primo vaccino contro il vaiolo sia stato sviluppato nel 1796, a distanza di un secolo, il suo utilizzo non era stato abbastanza diffuso da controllare completamente la malattia. Altri quattro vaccini – contro la rabbia, il tifo, il colera e la peste – sono stati sviluppati alla fine del XIX secolo, ma anche loro non erano abbastanza diffusi nei primi anni del 1900.

Vero è che i soldati statunitensi durante la prima guerra mondiale erano soggetti a vaccinazione, ma non era di certo la prima volta che si ricorreva a questa pratica. Nel 2018, un documento (qui) intitolato “The US Military Commitment to Vaccine Development: A Century of Successes and Challenges”, afferma che “la prima campagna di prevenzione delle infezioni da vaiolo su larga scala fu condotta nel 1777 dall’esercito continentale“.

Inoltre, un articolo del 2006 intitolato “Immunization to Protect the US Armed Forces: Heritage, Current Practice, and Prospects” (Immunizzazione per proteggere le forze armate statunitensi: eredità pratica attuale e prospettive), pubblicato dalla Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University, afferma che i militari americani sono stati vaccinati per il vaiolo durante la Guerra d’indipendenza americana (1775-1783), la guerra del 1812, la guerra messicano-americana (1846-1848), la guerra civile (1861-1865) e la guerra ispano-americana (1898).

L’influenza spagnola

L’influenza spagnola fu in effetti la pandemia di influenza più mortale nella storia moderna.

Lo scoppio della “Spagnola” fu registrato in Spagna nel maggio 1918, diversi mesi prima dell’armistizio dell’11 novembre 1918 che sancì la fine della prima guerra mondiale.

Le origini specifiche dell’epidemia di “influenza spagnola” sono sconosciute, ma è noto che abbia avuto origine aviaria. In termini geografici, Stati Uniti, Francia, Cina e Gran Bretagna sono state tutte suggerite come potenziale culla del virus.

Infine, l’affermazione secondo cui “i medici hanno ucciso più uomini dei fucili” non è comprovata. Non ci sono prove che dimostrino che un vaccino abbia ucciso più uomini di “colpi di fucile nemici”.

Insomma …

Insomma è Falso. La pandemia di influenza spagnola del 1918 non fu causata dai vaccini, la prima guerra mondiale non è stata la prima occasione in cui soldati statunitensi furono vaccinati.

Il tuo rapporto con i vaccini …

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