Pasqua

Nessuno fa “pasquetta” come noi italiani: ecco come ci vedono all’estero.

Per la maggior parte degli americani, il lunedì successivo a Pasqua è solo "un altro giorno di lavoro". Ma per i paesi plasmati da secoli di tradizione cattolica, tuttavia, è un affare molto più grande

Il giorno dopo Pasqua è noto formalmente come “Lunedì dell’angelo”, e informalmente da tutti chiamato Pasquetta.

Il riferimento rievoca la scena evangelica di un angelo che incontra diverse donne che seguirono Gesù in vita (tra le quali Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Giuseppe e Salome) fuori dal sepolcro vuoto di Cristo, dove si erano recate per prendersi cura del suo cadavere con oli profumati, dopo che questo era stato rimosso dalla croce.

Secondo il Vangelo di Marco, le donne incontrarono invece un angelo, che disse loro: «Non abbiate paura! State cercando Gesù di Nazareth, il crocifisso? È risorto, non è qui»

Basandosi alla sequenza evangelica degli eventi, quell’incontro avvenne la mattina di Pasqua, ma probabilmente fu fissato al lunedì, nella tradizione cristiana, perché il testo “il giorno dopo”, si riferiva all’osservanza della Pasqua ebraica.

La pasquetta italiana …

Probabilmente, in nessun altro luogo il Lunedì dell’Angelo è una tradizione tanto cara quanto lo è nel bel paese. Dal Nord al sud dell’Italia, Pasquetta è un giorno in cui la maggior parte delle attività lavorative è chiusa, tranne ovviamente i servizi essenziali e alcuni ristoratori con relativi cuochi e camerieri. Per una volta, le strade delle metropoli italiane sono in gran parte silenziose e la vita stessa sembra essere andata in vacanza.

Pasquetta è giorno di vacanza anche in Vaticano, anche se non per tutti, dal momento che il Papa, a mezzogiorno recita dalla finestra degli appartamenti papali che si affacciano su Piazza San Pietro il Regina Coeli.

D’altra parte, non parrebbe un compito molto faticoso per il Santo Padre. L’anno scorso, Papa Francesco a Pasquetta lesse un discorso lungo poco più di 500 parole e ci vollero circa 15 minuti per completare il compito, con la preghiera inclusa.

Per gli italiani, Pasquetta è uno dei giorni più attesi dell’anno, anche se ha conservato poco del suo significato religioso o spirituale.

Secondo Delia Gallagher, corrispondente dal Vaticano per la CNN, la pasquetta «È francamente solo un’occasione per prolungare le festività pasquali il più a lungo possibile», “Tipica cosa italiana, se un giorno libero è buono, due lo sono ancor di più!”

Marc Carroggio, coordinatore con sede a Roma dell’ufficio comunicazioni per l’Opus Dei, e un catalano che ha anche vissuto a Roma per molti anni, ha concordato:

«È davvero un’occasione per stare con gli amici, dal momento che per gli italiani, la Pasqua è per la famiglia, ma Pasquetta è per gli amici» ha detto Carroggio. «È un giorno per digerire la quanto mangiato a Pasqua. Si tratta di un pasto così pesante che non è possibile ricominciare a lavorare subito!»

Il Pic-Nic? È un riferimento religioso

Niente è così tipico di Pasquetta come la scampagnata italiana, ossia un picnic all’aperto da qualche parte. Molto spesso, il cibo per la scampagnata è quello rimasto da Pasqua, comprese le tradizionali porzioni di agnello, originariamente associate all’immagine di Cristo come agnello di Dio. Dopo le principali osservanze spirituali della Settimana Santa, insomma, le persone vogliono sgravarsi un po’ di doso il peso di giorni carichi di spiritualità.

Tuttavia, è possibile individuare le radici di Pasquetta anche nella fede cristiana. Il tanto amato picnic, ad esempio, in fondo ha le sue radici nel racconto evangelico di Gesù che incontra i discepoli sulla strada di Emmaus, che, secondo la tradizione, in seguito ha avuto un pasto “all’aperto”.

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