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Quelli Che Ben Pensano: Coronavirus e 5G. Cosa NON ci dicono?

Un alieno vuole illuminarci sulla relazione che c’è tra 5G e l’epidemia di Sars-CoV-2. Per essere precisi l’alieno fa un riferimento generico al “coronavirus” ma immaginiamo che voglia riferirsi a quello che causa il CoVid-19.

In un video sul neo-nato canale YouTube Quelli Che Ben Pensano che al momento conta un solo video ed un solo follower un uomo appare mascherato da “Grigio” con voce e fondale camuffato per spiegarci quello che “loro” ci tengono nascosto.

Il premio Nobel Luc Montagnier

Il Grigio ci dice che anche Luc Montagnier – premio Nobel per la medicina nel 2008 – sostenga che il 5G abbia potuto in qualche modo contribuito al diffondersi dell’epidemia. A tal proposito vale la pena prendere in considerazione quanto detto da Paolo Attivissimo nel suo Blog.

L’unica correlazione certa tra 5G e Covid-19 è che a Wuhan, la tecnologia del 5G si trova già in una fase molto avanzata di diffusione. È dunque vero? No. Perché a questo punto bisogna tirare fuori anche la situazione della Svizzera.

Incidenza dei Contagi da Covid-19

Confrontando una mappa dei contagi da Covid-19 in Svizzera, con una mappa dei ripetitori 5G, si scopre che l’incidenza dei contagi è generalmente minore nelle zone dove ci sono più ripetitori 5G.

Mappa ripetitori 5G in Svizzera

Quello che dice un premio Nobel è oro colato? Lo stesso Attivissimo risponde alla domanda citando alcuni celebri precedenti:

Per esempio, il Nobel per la fisica Brian Josephson è diventato complottista. Ma se il termine “complottista” non piace, Kary Mullis, premio Nobel per la chimica, sosteneva il negazionismo dell’HIV. Secondo i Negazionisti l’HIV sarebbe un virus innocuo e che l’AIDS sia invece causato da altri fattori non infettivi. Quali? I farmaci per tenere a bada le infezioni da HIV.

Linus Pauling, Nobel per la chimica, credeva che la vitamina C curasse il cancro.

Attivissimo ci fa anche sapere che Montagnier ha addirittura teorizzato la presunta memoria dell’acqua che è alla base dell’omeopatia.

Il virus creato in laboratorio per costringerci al vaccino

I vaccini contengono alluminio. Vero. Ma secondo l’alieno questo alluminioa avvelena il sistema nervoso centrale causando compulsione per gli acquisti. Insomma ci vaccinano per farci spendere danaro.

L’alluminio e le alterazioni psichiche

Le uniche tracce (di ricerche scientifiche) su alluminio e sistema nervoso centrale, sono quelle che accostano questo metallo alla demenza. Al momento, non ci sono prove evidenti a supporto del fatto che vivere a contatto con i metalli attraverso l’uso di attrezzature o attraverso cibo o acqua aumenti il ​​rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. Figuriamoci dai vaccini.

L’alluminio è presente nell’ambiente

L’alluminio è il terzo elemento più abbondante presente nella crosta terrestre e si trova naturalmente nel suolo, nelle piante, in alcuni cibi che mangiamo e persino nell’acqua.

La ricerca attuale mostra che la relazione tra i metalli presenti all’interno del corpo e la progressione dell’Alzheimer. sia probabile. Le stesse prove, tuttavia, non mostrano se questa sia invece la causa scatenante della malattia.

Non è anche chiaro se la riduzione dei metalli nel cervello attraverso farmaci o limitando la nostra esposizione possa avere effetto. Questi metalli sono essenziali per la sana funzione del cervello, quindi sono necessarie ulteriori ricerche sulla malattia per capire se ridurre la quantità nel cervello sarebbe effettivamente utile o dannoso.

L’alluminio nei vaccini è minimo

Alcuni vaccini contengono una piccola quantità di sali di alluminio, come idrossido di alluminio, fosfato di alluminio e solfato di alluminio e potassio (allume), che fungono da adiuvante.

I coadiuvanti dell’alluminio aiutano a trattenere il componente attivo del vaccino (antigene) nel sito di iniezione e attraggono i fattori infiammatori e le cellule del sistema immunitario nel sito di iniezione per migliorare la risposta immunitaria al vaccino.

L’alluminio nel nostro corpo

Siamo nati già con un po’ di alluminio presente nel nostro corpo e continuiamo ad assumerlo mangiando, bevendo, facendo alcuni vaccini o prendendo alcuni medicinali.

Anche se consumiamo regolarmente cibi e bevande contenenti alluminio, solo una piccola quantità arriva nel flusso sanguigno attraverso la digestione. La maggiore quantità viene espulsa dalle feci. La maggior parte dell’alluminio che entra nel nostro flusso sanguigno viene rapidamente filtrato e rimosso dai reni nelle urine. La piccola quantità che rimane nel nostro corpo è immagazzinata principalmente nelle nostre ossa. Quantità ancora minore vanno a finire nei polmoni e cervello.

L’alluminio presente nei vaccini viene assorbito nel flusso sanguigno in maniera maggiore rispetto all’alluminio presente nel cibo e nelle bevande, ma la quantità a cui siamo esposti è minuscola. In più questa esposizione avviene meno frequentemente e la maggior parte dell’alluminio viene anche rapidamente rimossa.

L’alluminio nei vaccini è sicuro

L’alluminio è utilizzato nei vaccini da oltre 90 anni e sono state somministrate milioni di dosi. In questi anni non vi sono prove che l’alluminio nei vaccini causi problemi di salute a lungo termine.

Rossore a breve termine, dolore e / o un’area di forte gonfiore possono invece verificarsi dopo la somministrazione di vaccino contenente alluminio. Occasionalmente può formarsi un piccolo nodulo nel sito di iniezione. I potenziali benefici della prevenzione delle malattie attraverso l’immunizzazione con vaccini contenenti alluminio sono maggiori di un rischio teorico non dimostrato dall’esposizione intermittente all’alluminio nei vaccini.

Il 5G ed i tumori delle cellule di Schwann

L’alieno dice che il 5G causa tumori nelle cellule di Swann (Schwannoma) e porta come prova un video mandato in onda dalla RAI (a notte fonda eh, per non farcelo sapere) dove si parla di un esperimento che ha mostrato che l’esposizione di 2G e 3G ha causao questo tipo di tumore nei topi.

Ma per tenercelo nascosto, non era meglio non trasmettere il servizio? Bah.

Comunque, l’esperimento è stato condotto dall’Istituto Ramazzini che però è una cooperativa sociale onlus. La comunità scientifica ha rigettato il suo esperimento e troverete qui un lungo articolo che ne parla. Ne parla con tanto di dati.

Le cellule di Schwann hanno l’importante funzione di rivestire l’assone dei neuroni mediante uno strato di mielina, aumentando la velocità di conduzione degli stessi assoni. I sintomi dello Swannoma sono dolore radicolare, la parestesia, la debolezza motoria. Nessuna traccia di Shopping Compulsvio, caro Alieno! L’export si è fermato in Cina nei mesi di Gennaio e Febbraio. È ancora presto per capire se tornerà a livelli molto superiori o se si attesterà sui valori del passato. Dipende da quanto in fretta il 5G ci spinerà a comprare

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