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L’astronauta, l’Ucraina e lo Spot Del Corriere Della Sera

Una Storia QUASI vera!

Astronauta Ucraina Spot Corriere

Eh no. I momenti non sono dei migliori. Il clima, alla stesura di questo articolo, è molto teso. Si torna a respirare aria di guerra fredda. Tuttavia, quando hai una certa età e metti insieme un po’ di nostalgia con le parole Ucraina e Russia, ti torneranno alla mente pensieri lontani una vita. Di certo ti rivedrai davanti ad una TV a schermo catodico a guardare l’astronauta russo, atterrato in Ucraina in un famoso spot del Corriere della Sera.

L’Ucraina e la Madre Russia

A metà degli anni ’90, era il 1994 per la precisione, il Corriere Della Sera aveva proposto nelle sue uscite dei supplementi che avrebbero poi dato vita all’Atlante Geografico d’Europa e d’Italia (160 cartine geografiche) e l’Enciclopedia Geografica Mondiale De Agostini (più di 26.000 voci)

In questo spot, un astronauta Sovietico rientra sulla terra e il suo modulo si schianta in una remota e bucolica periferia dell’Ucraina. Le prime parole del cosmonauta sono di ringraziamento alla Madre Russia che finalmente torna a calpestare. Ma ne sono successe di cose, durante la sua assenza! Una contadinotta presente sulla scena, lo avvisa che quella non è la Russia, quella è l’Ucraina. E alle proteste dell’astronauta “Ma l’Ucraina è Russia”, la contadina stizzita risponde che Ucrania è Ucraina.

Una storia (quasi) vera!

Questo (divertente, per i tempi) spot, si ispira da fatti realmente accaduti. Per la precisione alla missione del cosmonauta sovietico Sergei Krikalev a bordo della MIR. Durante la sua missione, tuttavia, la Russia che lo aveva mandato nello spazio, collassa e cessa di esistere. Sergei si trova quindi nello spazio senza una reale nazione nella quale fare ritorno.

Il cosmodromo di Baikonur dal quale Krikalev era partito alla volta della Stazione Orbitante MIR, ora apparteneva allo stato indipendente del Kazakistan che ora chiedeva molti soldi per l’utilizzo della struttura. Ma l’economia russa era in caduta libera. Il Rublo subì una grossa svalutazione dando origine ad un’impennata dei prezzi. La Russia, insomma, non aveva soldi per andare a riprendere il suo cosmonauta. La situazione si era fatta così tanto grave che la Russia pensò addirittura di vendere la MIR agli acerrimi nemici degli americani, i quali però non erano granché interessati all’affare.

Turismo Spaziale

Bisognava quindi trovare altri modi per far soldi. La Russia si buttò quindi sul mercato del turismo spaziale. I russi avrebbero venduto all’occidente viaggi sulla stazione spaziale. Una TV giapponese, per spedire sullo spazio il suo inviato Toyohiro Akiyama, pagò dodici milioni di dollari che al giorno di oggi sono quasi ventisei milioni di dollari, che in euro fanno quasi 23 milioni. L’Austria invece se la cavò con 7 milioni di dollari (di allora) per inviare un astronauta.

Il patto Kazako

Ma i soldi non erano sufficienti da soli, e così, la Russia fece un patto con il Kazakistan. In cambio dell’utilizzo del cosmodromo di Baikonur, i russi avrebbero dovuto portare nello spazio il primo astronauta Kazako: Toktar Aubakirov. Tuttavia, ne il Kazako ne l’austriaco avevano le competenze per sostituire Sergei Krikalev nelle sue mansioni sulla MIR.

Sergei Krikalev decise quindi di rimanere a bordo della stazione spaziale per continuare le riparazioni e i suoi colleghi furono rispediti sulla terra.

Il ritorno sulla Terra

Il 25 marzo del 1992, dopo aver trascorso 311 giorni (20 ore e 11 minuti) in orbita, mesi più di quanto originariamente programmato, Sergei Krikalev fece finalmente ritorno sulla terra. Sergei, tuttavia, poggiò il piede su una nazione completamente differente rispetto a quella che aveva lasciato nel suo viaggio di andata.

L’URSS non esiste più

Al suo rientro, Sergei Krikalev trovò l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche divisa in quindici Stati indipendenti, ognuna con il suo Presidende. Come se non bastasse, la città natale di Krikalev, Leningrado, adesso si chiamava San Pietroburgo.

L’atlante geografico è servito

Ed ecco quindi i fatti che ispirarono l’agenzia pubblicitaria TBWA Italia a sfornare nel 1994 questo piccolo capolavoro. L’astronauta non parla solo di Ucraina in questo Spot del Corriere. Per meglio pubblicizzare quanto questi fascicoli siano aggiornati, l’astronauta della pubblicità nomina anche la Cecoslovacchia che nel 1992 si divise in Repubblica Ceca e Slovacchia. Il cosmonauta (senza nessun motivo se non quello pubblicitario, ovvio) indica alla contadina che da quella parte c’è la Cecoslovacchia, con la sua capitale Praga. Ancora una volta, però, la donna lo corregge istruendolo che da quella parte c’è invece la Slovacchia con Bratislava.

Finali Alternativi

Nel filmato proposto più in alto, il finale dello Spot l’uomo chiede ad un ragazzino se si trovassero in America. Il ragazzino lo prende in giro e con accento palesemente del nord-italia risponde какая Америка (kakaya Amerika) “Macché America!” accompagnando il suo sorriso beffardo da un italianissimo gesto con la mano.

Più simpatico il finale alternativo dove il povero astronauta si ferma a parlare con una gallina chiedendole se almeno lei fosse sempre una gallina. ты курица (ty kuritsa) “Tu … gallina?”

E proprio ora che la situazione in Ucraina va inasprendosi, ecco che lo quell’Astronauta che precipita in Ucraina nello Spot del Corriere torna ad essere attuale e quasi speculare. In un prossimo futuro chissà che un astronauta atterri in Russia credendo di essere in Ucraina.

Questa era una piccola curiosità italiana riguardante l’Ucraina. Se volete invece leggere curiosità appartenenti a questo meraviglioso Paese, vi consigliamo la lettura di QUESTO ARTICOLO

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