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Usanze poco igieniche ai tempi del Medioevo

Durante il medioevo le persone usavano l’urina per curare lividi e altre ferite aperte?

Usanze poco igieniche ai tempi del Medioevo

Come è naturale, le pratiche e gli standard igienici migliorano con il passare del tempo e delle generazioni. In linea di massima, l’età medievale non è di certo il periodo storico da prendere come modello per quanto riguarda la pulizia. Scopriamo dunque pratiche ed usanze poco igieniche ai tempi del medioevo.

Non ci si lavava spesso

Ai tempi del medioevo potevano passare molti giorni tra un bagno e l’altro. A discolpa dei nostri avi, possiamo dire che l’acqua non era così disponibile come lo è oggi. Molte persone, per farsi un bagno dovevano raggiungere ruscelli, laghi o fiumi. Lavarsi poteva quindi diventare un attività abbastanza pericolosa, se non si sapeva nuotare. C’erano anche i bagni pubblici, ma non erano alla portata di tutti.

Bagni pubblici

Anche usufruire dei bagni pubblici, però, non era sinonimo di igiene. I bagni pubblici medievali potevano offrire acqua riscaldata da legna. Il problema, però, era appunto che a causa della scarsità dell’acqua, questa non veniva cambiata dopo ogni bagno e quindi più utenti utilizzavano la stessa acqua. Poteva anche capitare che più persone facessero il bagno insieme nella stessa vasca. La scarsità di acqua riduceva di molto la possibilità che a quei tempi ci si lavasse le mani e se anche lo facevano era difficile che usassero il sapone. Anche il sapone era considerato un bene di lusso e veniva usato con parsimonia. Se ne impiegava così poco che molto probabilmente non era sufficiente a rendere le mani davvero pulite.

Fogne a Cielo aperto

Anche frequentare i bagni pubblici, non era perfettamente igienico, ma certamente meglio che fare il bagno nei fiumi.

A quei tempi, senza servizi igienici o acqua corrente, le persone avevano poca scelta. Se soltanto alcune famiglie ad alto reddito potevano permettersi di avere le latrine in casa, le altre erano costrette a fare i bisogni negli specchi d’acqua. Ecco dunque che lavarsi in giro era decisamente peggio che farlo in vasche di acqua usate anche da altri.

Con acque così sporche, il problema principale era bere piuttosto che lavarsi.

Da dove attingevano acqua per bere nel medioevo?

Di certo a quei tempi, la gente preveriva evitare di bere da laghi o stagni. La scelta ricadeva quindi su bevande alcoliche. Il consumo di bevande alcoliche nel XV secolo era incoraggiato anche per le donne incinte. Per una donna in stato interessante era considerato più pericolo bere acqua, potenzialmente contaminata, che alcol.

Usanze casalinghe poco igieniche ai tempi del Medioevo

Non aspettatevi moquette, parquet o pavimenti in cotto nelle case medievali. Solitamente si camminava su un pavimento fatto di paglia ed erbe varie. Questo strato sarebbe rimasto per un bel po’ prima di essere sostituito quindi sporco ed umidità si accumulavano dando alla casa un tipico odore di muffa. Inoltre un pavimento fatto di paglia ed erba diventava un ottimo nascondiglio per topi ed altri parassiti.

L’arrivo della peste nera riuscì a far installare pavimenti migliori nelle case. Si vedevano sempre più spesso pavimenti fatti di legno, più facili da pulire e coperti con tappeti e pelli di animale. Solo nelle case più ricche i pavimenti erano fatti di argilla o marmo.

Quando scappa … scappa

Spesso, accanto al letto trovava posto dei vasi da notte per soddisfare le esigenze corporali che si presentavano durante la notte. Al mattino, questi vasi venivano svuotati con noncuranza dalla finestra con il rischio di annaffiare qualche passante.

Al mattino piovevano dalle finestre anche campioni di “quella grossa” ed è facile immaginare che tra solidi e liquidi non ci fosse proprio un buon odore in giro per le città. Proprio per questo si era soliti indossare le caratteritiche maschere col becco all’interno del quale erano nascosti dei fiori profumati per mitigare i miasmi esterni.

Urina medicamentosa

In epoca medievale, si era soliti usare l’urina per curare lividi e ferite aperte. Trattare ferite aperte con l’urina, però, espone il paziente ad infezioni soprattutto se quell’urina era stata trattenuta nella vescica per molto tempo.

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