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Vaccino contro l’HIV / AIDS: perché non ne abbiamo uno dopo 37 anni?

Le proprietà biologiche sviluppate dall’HIV rendono lo sviluppo di un vaccino efficace molto, molto difficile.

Vaccino contro HIV

I vaccini ci hanno aiutato a liberarci a livello mondiale da malattie quali il vaiolo e la Poliomelite. Al giorno d’oggi, moltissime vite sono state salvate grazie al rapido sviluppo di vaccini efficaci contro il COVID-19. Eppure, sebbene siano passati 37 anni da quando è stato scoperto che è questo a causare l’AIDS, non esiste ancora un vaccino contro l’HIV.

All’inizio degli anni 80 una nuova malattia, denominata AIDS, fece irruzione sulla scena mondiale. Il virus che la causava fu scoperto soltanto nel 1983-84, era naturale pensare che di li a poco, la comunità scientifica sarebbe stata in grado di sviluppare un vaccino contro l’HIV.

Speranze disattese …

In una famosa conferenza stampa del 1984 in cui si annunciava l’HIV come causa dell’AIDS. L’allora segretaria americana alla salute e ai servizi umani Margaret Heckler predisse che un vaccino sarebbe stato disponibile entro due anni. Ad Oggi sono passati 37 anni e non esiste ancora un vaccino contro l’HIV. La rapidità dello sviluppo e della distribuzione del vaccino contro il COVID-19 rende ancora più strana e marcata la mancanza di un vaccino contro l’HIV. Ma il problema con l’HIV non è lo scarso impegno di scienziati e governi o la mancanza di fondi. La difficoltà nello sviluppo di un vaccino contro l’HIV sta nel virus stesso. In particolare, questo virus può contare una moltitudine di ceppi differenti, ognuno dei quali in possesso di strategie di evasione immunitaria differenti.

… ed esperimenti falliti

Finora ci sono state cinque prove di efficacia su larga scala di vaccini contro l’HIV, ciascuna con un costo di oltre 100 milioni di dollari. I primi tre di questi fallirono in modo abbastanza eclatante: nessuna protezione contro l’infezione da HIV, nessun abbassamento della carica virale in coloro che erano già infetti.

Un quarto studio, il controverso Thai RV144 , aveva inizialmente riportato un grado marginale di protezione contro l’acquisizione dell’infezione da HIV tra gli individui vaccinati. Tuttavia, una successiva analisi statistica ha riportato che la possibilità di aver acquisito una reale protezione dal virus dell’HIV fosse inferiore al 78%

Un quinto studio sul vaccino, lo studio HVTN 702, è stato ordinato per confermare ed estendere i risultati dello studio RV144. Lo studio HVTN702 è stato interrotto anticipatamente. Si è subito scoperto che in realtà il vaccino fornisse nessuna protezione contro l’Hiv e nessun abbassamento della carica virale.

La complessità dell’HIV

Il problema è che e proprietà biologiche sviluppate dall’HIV rendono lo sviluppo di un vaccino efficace molto, molto difficile. Ma quali sono queste proprietà?

In primo luogo il virus è in grado di replicarsi in continuazione. Una volta entrato, diviene impossibile liberarsene. Molti vaccini non proteggono affatto da un’infezione, ma sono in grado di limitare di gran lunga la replicazione del virus e di conseguenza, da qualsiasi malattia che potrebbe derivarne. Affinché un vaccino sia efficace contro l’HIV, probabilmente dovrà rimuoverlo completamente e non solo limitare la sua replicazione.

L’HIV ha sviluppato la capacità di generare e tollerare molte mutazioni nelle sue informazioni genetiche. La conseguenza di ciò è un’enorme quantità di variazione tra i ceppi del virus non solo da un individuo all’altro, ma anche all’interno di un singolo individuo

Come si combatte questo alto grado di variabilità del virus HIV?

L’HIV è in continua evoluzione all’interno di un singolo individuo infetto così da rimanere sempre un passo avanti rispetto alle risposte immunitarie. Quando un corpo infetto attacca il virus dell’HIV producendo anticorpi specifici, il virus, attraverso una selezione naturale, muta, cambia in maniera da non essere più riconosciuto dal sistema immunitario dell’individuo. Il risultato è una replicazione continua inesorabile del virus.

Per ovviare a questo, i ricercatori stanno provando su cavie animali ad utilizzare virus dell’herpes come vettori per fornire al sistema immunitario le proteine ​​del virus dell’AIDS. La famiglia dei virus dell’herpes appartiene alla categoria “persistente”. Una volta infetti da un virus dell’herpes, si è infetti per tutta la vita. Le risposte immunitarie persistono non solo come memoria, ma in modo continuamente attivo. Il sistema immunitario si evolve all’evolversi del virus dell’herpes. Ma il successo di questo approccio, tuttavia, dipenderà ancora dal capire come suscitare ampie e rapide risposte immunitarie che consentiranno la copertura contro la vasta varietà delle mutazioni di HIV che circolano nella popolazione.

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